Boschi rovinati dai rifiuti e altre schifezze

Lo scempio maggiore è nella zona di Quinto, ma anche per andare ad Oldenico c'è una grossa discarica.

Boschi rovinati dai rifiuti e altre schifezze

Vicino a Quinto, nei boschi che portano alle rive del Cervo, siamo a livelli di disastro ambientale. Ma anche poche centinaia di metri più in là, strada in direzione di Oldenico ci sono un paio di situazioni indecenti.

Di questa “terra di nessuno” ci eravamo già occupato in passato nel dicembre del 2023 e, prima ancora, nel gennaio dello stesso anno, quindi esattamente tre anni or sono. Abitanti di Quinto avevano anche segnalato la cosa a “Striscia la Notizia”, proprio a fine 2023.

Chi di competenza intervenga

Nella prima pubblicazione l’amministrazione comunale di Quinto aveva sottolineato che si tratta di un terreno sì nel territorio del loro Comune, ma di proprietà di quello di Vercelli.
Al di là di chi sia la competenza per un’eventuale bonifica il nocciolo del problema non cambia. In tre anni non è migliorato nulla, non si capisce se sia stata effettuata una pulizia subito vanificata o se si siano aggiunti altri “strati geologici” a un disastro preesistente.

Una zona degradata

Già svoltare in questo viottolo di campagna, alla destra della strada per Gattinara, appena dopo l’incrocio di Quinto e prima del ponte del Cervo, è un’impresa… Vi staziona quasi in pianta stabile una prostituta, che era di servizio anche mercoledì scorso, giornata non brutta ma fredda, con tanto di ombrellino parasole… come se fossimo in estate.
Già nei pressi di questo “appostamento” si vedono rifiuti di ogni genere, ma il clou è poco dopo, nelle stradine che si inoltrano nel boschetto.

Il cumulo più imponente, foto in alto, è all’incrocio con un sentierino che porta al fiume. C’è la discarica principale e ce ne sono di secondarie sempre a lato della stradina, fra cui un certo numero di pneumatici usati, qualche fusto sospetto, gli immancabili scarti di demolizioni, pezzi di mobili, elettrodomestici, frammenti di calandre di auto, una scala di ferro e persino una ancora bella jeep di plastica per bambini, unica nota di colore e grazia in una zona di natura pesantemente inquinata.

Il boschetto è pieno di porcheria

Proseguendo nel sentiero principale (che finisce dopo un breve percorso ai margini di un campo) nel folto, sia a destra, verso la roggia che passa da quelle parti, che a sinistra, in direzione del Cervo, si trova di tutto, altri mobili, un filtro dell’olio da camion, sacchi neri ormai putrefatti, ingombranti ecc. Ai margini del campo altra discaricona in mezzo alle piante, altri pneumatici, tessuti vari e anche un cumulo di tubi di plastica.

Si capisce che risolvere questo disastro non è facile, ci vorrebbe una costosa bonifica e poi, senza provvedimenti, tornerebbe tutto come prima. Una sanzione esemplare per qualche “furbetto”, se possibile anche con denuncia penale, potrebbe forse aiutare. Non abbiamo trovato Eternit, meno male, ma siamo di fronte comunque a un severo attentato alla natura.

Le discariche alle porte di Oldenico

Neanche un chilometro più avanti, in direzione Oldenico si trovano altre montagne di rifiuti portate lì dai soggetti più disparati, dai laterizi delle ristrutturazioni fai da te o in nero, ai sacchi neri, fusti, parti di mobilio, materassi, ciarpame e anche un paio di bombole sospette in una scatola, probabilmente vuote, ma certamente non opportune nell’ambiente.
Si trovano in fondo all’area dell’impianto carburanti, e anche nella vegetazione retrostante.

Una “location” che il nostro giornale monitora da un paio d’anni e che ora sta crescendo al punto che per fare pulizia ci vorrà una vera e propria bonifica. Probabilmente toccherebbe alla società petrolifera o al gestore provvedere, in alternativa alla Provincia di Vercelli, ma qualcuno dovrà pensarci.

Più altri accumuli minori in prossimità del rudere di cascina che si trova prima del distributore arrivando da Quinto.