La presidente del Consiglio dei MInistri Giorgia Meloni sarà a Vercelli per inaugurare Risò 2026. L’annuncio è arrivato dal ministro Lollobrigida oggi a Roma, nella sede del Ministero dell’Agricoltura. “La premier tiene alla valorizzazione del riso e darà contezza di quanto il nostro Governo tenga all’agricoltura piemontese”.
Il riso vercellese, piemontese e italiano come espressione di un territorio, patrimonio culturale, motore di sviluppo e strumento di dialogo internazionale. È questa la visione alla base della seconda edizione di Risò – Festival Internazionale del Riso, in programma a Vercelli dall’11 al 13 settembre 2026 e presentata ufficialmente oggi a Roma, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Risò non è soltanto una manifestazione dedicata a una delle principali eccellenze dell’agroalimentare italiano, ma un progetto culturale, economico e territoriale nel quale il riso diventa racconto, esperienza e visione. Per tre giorni Vercelli e i Borghi delle Vie d’Acqua si trasformano in un grande palcoscenico diffuso, capace di mettere in relazione agricoltura, paesaggio, storia, ricerca, innovazione, gastronomia, turismo e relazioni internazionali.
Nato nel cuore di uno dei più importanti distretti risicoli d’Europa, il Festival guarda al mondo con l’obiettivo di affermare il riso non soltanto come prodotto d’eccellenza del Made in Italy agroalimentare, ma come elemento identitario, patrimonio condiviso e destinazione, trovando pieno significato in un territorio la cui vocazione risicola è profondamente radicata e riconosciuta a livello nazionale ed europeo. Il Piemonte, storicamente la principale regione risicola d’Italia, dispone di una superficie coltivata a riso di circa 114.000 ettari, dei quali 71.000 sono localizzati nella provincia di Vercelli. Numeri che testimoniano il ruolo centrale del territorio vercellese all’interno della filiera e che si traducono in un patrimonio di competenze, paesaggi, infrastrutture irrigue, pratiche agricole e tradizioni produttive unico nel suo genere.
Il riso è infatti il filo conduttore di un sistema complesso di luoghi, persone e competenze. Raccontarlo significa dare voce agli agricoltori, ai produttori, ai ricercatori, agli chef, alle imprese, alle istituzioni e alle comunità che ogni giorno ne custodiscono la cultura, ne
sviluppano le potenzialità e ne promuovono il valore in Italia e all’estero.
Risò nasce pertanto come un progetto che va oltre i giorni della manifestazione e costruisce attorno al chicco una narrazione contemporanea e riconoscibile, capace di collegare la qualità della produzione italiana ai territori, alle storie e ai saperi da cui essa trae origine.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida sottolinea come : ” Il Festival Internazionale del Riso valorizza una delle
produzioni che meglio rappresentano l’eccellenza del Made in Italy, frutto del lavoro degli agricoltori, della ricchezza delle nostre varietà e di una qualità riconosciuta in tutto il mondo. Il riso è protagonista di una tradizione gastronomica che contribuisce al successo della cucina italiana patrimonio UNESCO ed è espressione del legame tra il territorio, la cultura e l’identità. Per tutelare questo patrimonio servono regole fondate sulla reciprocità negli scambi commerciali e interventi concreti per affrontare il problema dei fertilizzanti, che incide sui costi di produzione e sulla competitività delle imprese. Per questo siamo impegnati anche in Europa affinché le nostre aziende possano competere ad armi pari, nel rispetto degli stessi standard produttivi, ambientali e sociali richiesti agli agricoltori italiani. Valorizzare il riso italiano significa promuovere una filiera strategica e difendere un modello produttivo che rende unico il nostro Paese”.
Dichiara il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: «Il Piemonte produce da solo un quarto dell’intera produzione di riso dell’Unione Europea. Un prodotto straordinario, che vanta l’unica Dop a livello europeo, che ha plasmato nei secoli un paesaggio rurale e umano unico ed è un elemento importantissimo nell’economia agricola della nostra regione. Per questo la seconda edizione di “Risò” si conferma un momento centrale non soltanto come vetrina promozionale e palcoscenico di scambio e confronto, ma anche per ribadire il nostro impegno a difenderlo dalla concorrenza di prodotti di altri Paesi extraeuropei, come stiamo facendo anche a Bruxelles e continueremo a fare in tutte le sedi necessarie per difendere uno dei gioielli del “made in Piemonte”».
L’Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni: ”Risò” si presenta alla sua seconda edizione con un blasone in più. Oggi la cucina italiana, grazie al progetto del ministro Lollobrigida, è riconosciuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco: e il riso italiano – di cui il Piemonte è primo produttore europeo – ne è protagonista assoluto. Da Dubai a Hong Kong, da Vilnius a New York, in questi mesi stiamo portando il riso piemontese come ambasciatore in tutte le missioni promozionali dell’agroalimentare piemontese nel mondo. Per questo la formula di “Risò” si conferma completa ed efficace. Coinvolge tutti gli attori della filiera e del sistema economico, offre una formidabile vetrina promozionale a una delle nostre produzioni d’eccellenza, raccoglie esperti e operatori a confronto sui temi più importanti – dalle sfide climatiche alle regole dei mercati mondiali -, e crea una forte sinergia con il territorio e le sue bellezze naturali,
artistiche e culturali mettendo in moto il volano virtuoso con il turismo. Inoltre è funzionale a quel percorso importante che abbiamo avviato per dare al Piemonte il giusto respiro internazionale che merita»
“Siamo pronti alla seconda edizione di Risò – afferma il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino – che celebrerà tre ricorrenze importanti non solo per il vercellese, ma per l’intero Paese: i 160 anni del Canale Cavour, i 120 anni dalla conquista delle 8 ore da parte delle mondine e gli 80 dalla costituzione del riso Arborio. Intorno alla risicoltura si è sviluppata un’identità che vogliamo far conoscere sempre di più e, grazie al supporto del Ministro Lollobrigida, cerchiamo di sottolineare e difendere l’importanza del riso come prodotto Made in Italy e come uno dei protagonisti della cucina italiana”.
Il Sindaco di Vercelli Roberto Scheda: “Risò è molto più di un festival: è la grande vetrina internazionale dell’oro bianco. La seconda edizione dal 11 al 13 settembre, porterà a Vercelli 56 aziende e oltre 30 buyer provenienti da 20 nazioni estere, trasformando il nostro territorio nel punto di riferimento internazionale per la filiera. E’ l’occasione straordinaria per la nostra città, la nostra provincia e per tutti i territori limitrofi: significa infatti promuovere le eccellenze, creare opportunità economiche e far conoscere al di fuori dei nostri confini la qualità, la storia e il lavoro dei nostri produttori. Il riso è la nostra identità e con Risò la portiamo sul palcoscenico internazionale”.
“Anche nell’edizione 2026 l’Ente Nazionale Risi sarà presente per sostenere e promuovere il riso italiano in un momento particolarmente difficile per la filiera risicola. – sottolinea la presidente Natalia Bobba – Lo farà con l’aiuto dell’arte pittorica attraverso due mostre con
tele realizzate da due artisti molto diversi tra loro per tecniche (olio e acquerelli), biografia, storia artistica, ma con lo stesso filo conduttore: il riso. Gli artisti saranno Enzo Gazzone e Angela Petrini. Anche l’arte della recitazione teatrale attraverso letture e canzoni portate in
scena dagli attori Roberto Sbaratto e Marco Scardigli renderanno onore al riso. Non mancherà la tecnologia che attraverso una sala immersiva/sensoriale e attraverso i visori/oculus tridimensionali, accompagneranno i visitatori in un viaggio emozionante tra le
bellezze dell’universo riso!”