Violenza NO-TAV: i 5 Stelle attaccano la destra e chiedono le dimissioni del ministro Piantedosi

L'attacco di Di Sabato, Unia e Coluccio

Violenza NO-TAV: i 5 Stelle attaccano la destra e chiedono le dimissioni del ministro Piantedosi

Di fronte alle inequivocabili immagini di cieca violenza contro le forze dell’ordine da parte degli antagonisti incappucciati, il Movimento Cinque Stelle in consiglio regionale sposta il mirino e punta con durezza contro le forze di maggioranza di Palazzo Lascaris e chiede le dimissioni del ministro Valditara, reo di “non non essere stato in grado di prevenire gli scontri come dimostrano i 120 feriti tra le forze dell’ordine. Un’accusa netta che potrebbe apparire strumentale dal momento che la violenza assassina di antagonisti incappucciati e di gente rastrellata in ogni parte d’Europa per creare il caos con tanto di molotov non poteva essere previsto in forma tanto grave.

Dicono i consiglieri pentastellati Sarah Disabato (capogruppo), Alberto Unia e Pasquale Coluccio

Dal canto nostro, come Movimento 5 Stelle, abbiamo presentato un atto di indirizzo collegato all’odg di Antonetto per impegnare il Consiglio a chiedere le dimissioni del ministro Piantedosi. Siamo tutti d’accordo sulla condanna delle violenze avvenute, ma non possiamo non richiamare alle sue responsabilità un Governo che non è stato minimamente in grado di prevenire e gestire gli scontri, come dimostrano gli oltre centoventi operatori delle forze dell’ordine feriti, il danneggiamento e l’incendio di numerosi mezzi e i rilevanti danni alle strutture. L’atto, al momento, non è stato discusso. La Destra si è svegliata dal torpore proponendo di discutere di Tav in un consiglio regionale aperto. Bene, noi non aspettavamo altro. Il Movimento 5 Stelle è da sempre contrario a questa opera dispendiosa e inutile, che da trent’anni devasta un territorio sprecando miliardi. Siamo pronti ad una discussione approfondita e dettagliata su tutti gli aspetti legati all’opera. Ci dicano dove e quando, se la smettono di brancolare nel buio. Presentano gli atti, poi li ritirano. Fanno e disfano a loro piacimento, senza alcuna logica, nel caos più totale.

È imbarazzante quanto accaduto stamattina (martedì) in Consiglio regionale, a seguito della presentazione dell’ordine del giorno della consigliera Antonetto di Fratelli d’Italia per la condanna ai gravi scontri dello scorso sabato ai cantieri della linea ferroviaria Torino-Lione di Chiomonte e San Didero.

In una seduta nella quale si sarebbe dovuto discutere di Piano per la qualità dell’aria e assestamento di bilancio, si è persa tutta la mattinata dietro ai vezzi ideologici di una Destra che, senza un’agenda politica chiara ormai da mesi, non sa che pesci prendere. Dopo le rimostranze delle opposizioni, la consigliera stessa ha ritirato l’atto, giustificando questa mossa con la volontà di chiedere la convocazione di un consiglio regionale aperto sul tema. Il capogruppo di FdI Riva Vercellotti si è spinto oltre: “Riteniamo doveroso affrontare l’argomento in una veste istituzionale, dedicandogli non certo cinque minuti, ma tutto il tempo necessario”. Viene da chiedersi, allora, come mai abbiano presentato l’ordine del giorno.