Anche Rifondazione Comunista in consiglio regionale attacca il governatore Cirio “reo” di aver chiesto la grazia per il gioielliere Mario Roggero condannato dalla cassazione per il duplice omicidio dei rapinatori che avevano appena assaltato il suo negozio di Grinzane Cavour.
Il consigliere Alberto Deambrogio esaspera i toni chiamando “killer” il gioielliere di 72 anni finito in carcere. Queste le parole usate dall’esponente di Rifondazione Comunista in un comunicato che lui stesso ha titolato “DA CIRIO UN ATTACCO INTOLLERABILE ALLO STATO DI DIRITTO E ALLA LEGALITÀ. SOLIDARIETÀ SI DEVE ALLE VITTIME, NON AI KILLER”.
«Il comunicato del presidente Alberto Cirio sulla richiesta di grazia per Mario Roggero rappresenta una deriva populista gravissima, un attacco intollerabile allo Stato di diritto e una profonda offesa ai valori costituzionali che un governatore regionale dovrebbe difendere per primo.
La mossa di Cirio, che impegna il Consiglio Regionale in una campagna di propaganda politica sulla pelle della giustizia, è di fatto uno sdoganamento della vendetta privata. Giuristi, costituzionalisti e attivisti per i diritti umani lo hanno ribadito con fermezza: nel caso Roggero non siamo di fronte a una legittima difesa imperfetta o a un tragico eccesso dettato dalla paura. La sentenza di condanna evidenzia un’esecuzione stradale. Roggero ha rincorso fuori dal negozio, in mezzo alla pubblica via, tre rapinatori ormai in fuga e privi di ostaggi, sparando per uccidere a sangue freddo e mirando alla schiena. Giustificare tutto ciò parlando di “comprensione umana” o “turbamento emotivo” significa capovolgere i principi cardine dell’ordinamento democratico. Il Presidente della Repubblica esercita l’istituto eccezionale della grazia per sanare evidenti asimmetrie di giustizia, non per avallare la subcultura delle armi e il fai-da-te securitario delle destre. Trasformare un uomo condannato per duplice omicidio volontario in un martire da proteggere invoca surrettiziamente la pena di morte per reati contro il patrimonio. Questa non è tutela dei cittadini piemontesi, è pura barbarie istituzionale. Come Rifondazione Comunista ribadiamo il massimo rispetto per l’autonomia della magistratura e respingiamo ogni tentativo di sanatoria politica della violenza. Chiediamo a Cirio di ritirare questo ordine del giorno vergognoso. La solidarietà delle istituzioni deve andare alle leggi dello Stato e alla difesa del valore supremo della vita umana, senza eccezioni ideologiche»