C’è grande trepidazione in città per la grande mostra di Chagall che prenderà avvio il prossimo 13 ottobre e proseguirà fino al mese di marzo 2027. Su Notizia Oggi Vercelli è pubblicata una doppia pagina ricchissima di approfondimenti su un evento che si preannuncia semplicemente eccezionale.
Il Comune ha messo in piedi un evento di grande portata che potrà, anzi dovrà, rappresentare un’occasione importantissima di sviluppo anche per le aziende del territorio.
«La mostra di Marc Chagall sarà l’acceleratore di reputazione e attrattore per la nostra città. Con questo evento, ospitato negli spazi di Arca da ottobre, vogliamo posizionarci nel mercato nazionale dei centri culturali per generare attenzione, turisti e visibilità» sottolinea con forza il sindaco, Roberto Scheda nell’introdurre le sponsorizzazioni per le aziende destinate all’appuntamento organizzato in collaborazione con Arthemisia e la Fondazione Giuseppe Iannaccone di Milano. Per partecipare c’è tempo fino al 30 giugno.
Ecco come diventare sponsor della mostra
La modulistica è già disponibile al seguente indirizzo internet: https://trasparenza.comune.vercelli.it/altri-contenuti/sponsorizzazioni e negli allegati di cui in calce.
Il Comune di Vercelli propone tre livelli di partnership:
- Gold Sponsor – 10.000 euro + IVA 22%
- Silver Sponsor – 6.000 euro + IVA 22%
- Bronze Sponsor – 3.000 euro + IVA 22%
Queste spese di sponsorizzazione possono essere detratte dalla dichiarazione dei redditi.
«Chagall non è solo uno dei grandi del Novecento: è fra i principali “marchi” universali dell’Arte. Le sue opere parlano il linguaggio dell’emozione e del sogno. Ed è esattamente questo il valore che oggi le città più competitive devono offrire. Ogni territorio – aggiunge Scheda – cresce quando costruisce esperienze memorabili. Ogni impresa cresce quando associa il proprio nome a progetti che generano prestigio e partecipazione. La mostra di Chagall rappresenta il treno sul quale il sistema economico locale è chiamato a salire: ora o mai più». Perché sottolinea il Sindaco «la Cultura non è un costo, è investimento. Chi sa comprendere questa trasformazione, guarderà al futuro con concretezza e non con il freno a mano tirato».