Vercellae Hospitales 2026: tanta musica all’inaugurazione di “…e ben predicò”

Anticipazioni sul programma di apertura della mostra su San Francesco sabato 11 aprile in Arca.

Vercellae Hospitales 2026: tanta musica all’inaugurazione di “…e ben predicò”

Continuano le anticipazioni da parte del Comune su Vercellae Hospitales. Ora tocca all’annuncio dell’inaugurazione della mostra “…e ben predicò! La forza dei francescani in Vercelli”, che si svolgerà sabato 11 aprile alle 17 in Arca, sarà un appuntamento da segnare sul calendario.

Le “perle” dell’iniziativa saranno due documenti rarissimi provenienti dalla Biblioteca del Sacro Convento in Assisi e legati direttamente a San Francesco. Il primo è la Legenda Maior Sancti Francisci, scritta tra il 1260 e il 1263 dal teologo Bonaventura da Bagnoregio. Il secondo manoscritto è un’opera altrettanto potente: l’Arbor vitae crucifixae Jesu,  capolavoro scritto nel 1305 dal pensatore francescano Ubertino da Casale. Non una replica, non una riedizione: «Un’occasione irripetibile, qualcosa che difficilmente tornerà a Vercelli in questa forma» come ha sottolineato il Sindaco, Roberto Scheda, durante la presentazione della terza edizione di Vercellae Hospitales.

Il contributo della Scuola Vallotti

Per un momento così, serve dunque qualcosa faccia entrare i visitatori in quell’epoca. Ecco perché la scuola comunale “F.A. Vallotti” ha costruito l’accompagnamento musicale che è molto più di un contorno: è parte dell’esperienza. In apertura ci sarà il consort “Dolci Flauti”: un gruppo di giovani musicisti che hanno scelto uno strumento antico, il flauto dolce, e lo hanno trasformato in qualcosa di vivo e sorprendente. Questo strumento è stato per secoli protagonista assoluto della musica europea, amato dai più grandi compositori. E i giovani talenti non arrivano per caso sul palco. Hanno appena condiviso un’esperienza straordinaria con Lucie Horsch, una delle massime interpreti mondiali del flauto dolce. Eseguiranno brani rinascimentali riletti e resi attuali sotto la guida del maestro Giuseppe Canone. Quest’ultimo non si limiterà a dirigere, suonerà infatti la ghironda, lo strumento raro, affascinante, capace di evocare atmosfere che sembrano arrivare, appunto, da un altro tempo.

Poi il sorprendente salto: l’ensemble “Saxissimo”. Dieci saxofoni insieme, dal soprano al baritono, per una suite dedicata a Re Artù. Un impatto sonoro moderno, avvolgente, che dimostra come passato e presente possano dialogare in modo emozionante e anche inaspettato.

Sarà protagonista pure la Avogadro Band

Non finisce qui.
Salirà sul palco anche la “Avogadro Band” del liceo Scientifico. Succederà qualcosa di unico: i testi di San Francesco tornano a vivere in musica, ma in una forma “nuova”. Verrà proposto un “Laudato Sii” inedito, con una melodia composta appositamente per questa occasione. Accanto brani che attraversano epoche e sensibilità: “Dolce sentire”, il celebre “Greensleeves”, fino a raffinate composizioni polifoniche curate dalla professoressa Rossella Talice. Il tutto reso possibile anche grazie all’energia della professoressa Elena Fossale, cuore del progetto.