In San Vittore un’ombra pericolosa per vincere l’indifferenza

Un'opera potente che coinvolge e interroga chi passa da Largo D'Azzo, visibile fino al 27 febbraio.

In San Vittore un’ombra pericolosa per vincere l’indifferenza

Inaugurata nella ex chiesa di San Vittore l’installazione “Quello che resta della nostra umanità”. La chiesa è “invasa” da un enorme “tappeto” di maglia metallica e plastica nera, quella dei sacchi dell’immondizia.

L’installazione è visibile solo dall’esterno, da largo D’Azzo dall’imbrunire fino alle ore 22. Resterà allestita fino al 27 febbraio. Chi passerà da quelle parti non potrà non sentire il suono di un vento impetuoso, mentre una sapiente illuminazione mostra il “cancro” nero che entra, anzi in realtà esce, dalla ex chiesa, è l’ombra pericolosa di Carla Crosio, una delle sue opere più famose e richieste, che è stata adattata negli anni a diverse location, anche in prestigiose sedi museali.

Maggiori dettagli e il testo critico al seguente link: Quello che resta: installazione di Carla Crosio per la Giornata della Memoria

L’inaugurazione

L’iniziativa nasce da un progetto di Elisabetta Dellavalle con la collaborazione di Comunità Ebraica di Vercelli, Ufficio Beni Culturali della Diocesi e centro culturale Studio Dieci. La cura degli effetti sonori è di Emma Rastaldi e mentre la consulenza tecnica per le luci è di Claudio Manzo.

All’inaugurazione non ha fatto mancare la sua presenza il sindaco di Vercelli Roberto Scheda, che ha ricordato, come già nella celebrazione ufficiale de Il Giorno della Memoria, che il 27 gennaio non è solo una data ma l’occasione per interrogare le coscienze, per educare i giovani ai valori umani e civili.

Per l’Ufficio Beni Culturali, in rappresentanza del direttore Daniele De Luca, ha preso la parola l’architetto Alice Colombo.

Non ha potuto essere presente la presidente della Comunità Ebraica Rossella Bottini Treves, impegnata a Biella, ma l’attrice Laura Berardi, grande amica della Comunità, ha letto un suo messaggio, in cui si rimarca il valore simbolico dell’installazione di Carla Crosio e anche  l’importanza del luogo scelto, significativo anche perché crocevia di dialogo e spazio diverso da quelli istituzionali dell’ebraesimo in città.

Elisabetta Dellavalle ha ricordato come il progetto sia nato lo scorso mese di dicembre in un’occasione lieta, la festa dei 70 anni di Carla Crosio, incontrando subito il favore sia dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi che della presidente della Comunità Ebraica, Carla Crosio ha parlato brevemente di questa sua “Ombra” che viene portata e montata ogni volta nella sede espositiva scelta.

Guarda il video con stralci delle dichiarazioni.

L’indifferenza che agevola il male

Passando davanti a questo gioiello della nostra città, l’ex chiesa di San Vittore, e sentendo il vento (che è simbolicamente la voce di tutti coloro che sono stati inghiottiti dall’Ombra per la bestialità umana) domandiamoci perché non impariamo mai la dura lezione della storia, un invito a uscire dall’indifferenza che permise l’Olocausto e che oggi permette ancora altre tragedie.