Riproponiamo un interessante servizio uscito sul nostro settimanale Notizia Oggi Vercelli sui recenti dati Istat di mortalità relativi all’anno 2023.
Lo studio di posizione delle associazioni
Le associazioni ambientaliste Pro Natura del Vercellese, Valsesia e Vco – Isde Medici per l’Ambiente, Sezione Provinciale di Vercelli – Legambiente del Vercellese e della Valsesia e Italia Nostra Vercelli segnalano all’attenzione delle istituzioni e dei cittadini i dati sugli indici di mortalità provinciali recentemente pubblicati dall’Istat e riferiti al 2023.
il motivo è semplice: il tasso di mortalità standardizzato su 10.000 abitanti (l’indicatore più attendibile) pone sempre la nostra provincia ai primi posti in Italia, peggio fanno solo le province più disastrate del Sud Italia. L’analisi dei dati si deve principalmente a Michelangelo Catricalà che un tempo le effettuava in qualità di consigliere comunale ed ora come esponente di “Pro Natura”, e dell’epidemiologo ed oncologo Valerio Gennaro (Isde Genova) ma le considerazioni sono frutto di un lavoro condiviso fra le associazioni.
Provincia peggiore del Nord Ovest
«Il 2023 – si legge nel comunicato delle associazioni – vede la Provincia di Vercelli molto al di sopra della media nazionale e al primo posto in Piemonte nonché in tutto il Nord-Ovest. Valutando i dati della popolazione del vercellese rispetto all’indice di mortalità standard (specifico per sesso e corretto per età) tramite il tasso di mortalità standardizzato (Tms) i risultati appaiono preoccupanti.
Il Tms per età è il numero complessivo di decessi osservati nella popolazione ogni 10.000 abitanti. Esso considera, annullandole, le differenze per età, permettendone il loro corretto raffronto. Esempio: la differenza tra il TMS di Vercelli (90,6 su 10 mila persone) e quello del Nord-Ovest (79,1 su 10 mila persone) è uguale a circa 11,5, addirittura maggiore di quello rilevato l’anno precedente (uguale a 7). Tenendo conto dell’approssimazione statistica, 11,5 indica il numero di decessi annuali in più registrati nel vercellese rispetto alla media del Nord-Ovest (ogni 10 mila persone). Questo dato corrisponde ad un eccesso di mortalità complessiva evitabile attorno al 14% circa, eccesso che non può essere attribuito né alla numerosità né alla maggior età della popolazione, ma dovrebbe essere urgentemente studiato e risolto.
I dati Istat (2023) ci dicono che il tasso di mortalità standardizzato medio in Piemonte (totale per generi), su 10.000 abitanti è 82,8. In Italia la media è 82,6, per tutto il Nord-Ovest è 79,2 mentre per il vercellese, come abbiamo visto, si attesta a 90,6».
Dalla serie dei sette anni considerati si scopre dunque che il tasso di mortalità della provincia di Vercelli è costantemente al di sopra dei valori medi di Piemonte, Nord-Ovest e Italia.
Valori altissimi per gli uomini
«Altro triste primato dell’intera provincia – sottolineano gli ambientalisti – è raggiunto dal tasso registrato nelle femmine (pari a 74) che supera il dato medio del Piemonte (68,7), quello del Nord-Ovest (65,8) e quello dell’Italia (68,8). Nei maschi la situazione è davvero preoccupante: il Tasso è il più alto (con 114,2 decessi ogni 10.000 abitanti), e supera il tasso medio registrato in Piemonte (102,2), nel Nord-Ovest (97,9) ed anche in Italia (101,1)».
L’appello degli estensori dello studio è quello già ripetuto negli anni: «Questi dati andrebbero approfonditi in modo rigoroso, indipendente, coraggioso e senza conflitti di interesse utilizzando, ad esempio, i dati ufficiali prodotti dal comune, Regione, Arpa, Istat, ministero, etc… Una strada potrebbe essere quella di redigere un Referto Epidemiologico Comunale (REC) come già fatto a Genova e Taranto, dall’epidemiologo Valerio Gennaro, e nel 2022 a Vercelli quando fu condotto da Christian Salerno, valutando la mortalità totale e per gruppi di età: nella ricerca si evidenziarono ad esempio, una precocità e un incremento di mortalità nei residenti con meno di 65 anni nell’area di ricaduta delle polveri dell’inceneritore».
Le considerazioni finali del documento evidenziano: «Ci domandiamo se amministrazioni e cittadinanza non possano lavorare insieme con l’obiettivo di ridurre le criticità ambientali del territorio, cercando, ad esempio, alternative meno dannose rispetto all’utilizzo di diserbanti chimici, disincentivando l’uso del trasporto su gomma, a favore di una mobilità più sostenibile, incrementando il verde pubblico e contrastando l’installarsi di nuove realtà produttive, come allevamenti intensivi, che indiscutibilmente influiscono negativamente su ambiente e salute».
Nel 2023 in provincia 200 morti di troppo
Il calcolo è basato sull’ipotetica riduzione se il Tasso di mortalità vercellese fosse come nella media Nord-Ovest

Nella tabella sono riportati gli andamenti del Tasso Standardizzato di Mortalità ogni 10.000 abitanti dal 2010 al 2023, dati Istat a livello provinciale.
Vercelli, eccezion fatta per il 2011 e 2012, ha sempre un Tasso Standardizzato superiore alle medie di Italia, Nord Ovest e Piemonte, aree, queste ultime due, in cui si è piazzata al primo posto (cioè con mortalità più alta) ben 6 volte in 14 anni: 2010, 2013, 2014, 2017, 2018, 2023. Nel 2010, 2013 e 2023 è stata anche al primo posto Nord Italia. A livello Nord Ovest si è piazzata comunque quasi sempre entro le prime 5 posizioni. Il grafico 2017-2023 evidenzia chiaramente quanto sopra esposto.
Riguardo il numero dei morti, escluso il 2020, falsato dal Covid, l’anno peggiore è stato il 2017, con 2.555 decessi, seguito dal 2022 a 2.531, per cui non lontano dal record. Nel 2023 sono stati 2.414.
Dal 2017 sempre peggio delle medie nazionali, nord-ovest e Piemonte

Negli ultimi anni il Tasso di mortalità si sta riducendo ovunque. Italia, Nord Ovest e Piemonte segnano nel 2023 i valori minimi dal 2017, la nostra Provincia scende invece meno marcatamente, assestandosi a 90,63, un valore più alto rispetto al 2018 (era 90,54) e al 2019 (86,22). La differenza fra i nostri valori e la media del settore Nord Ovest segnò nel 2017 il record di +11,8 morti ogni 10.000 abitanti, nel 2023 questo valore è stato di 11,48, per cui siamo quasi sugli stessi livelli del 2017. Ci sono stati, dunque nel 2023, circa 200 morti in più rispetto al numero che ci sarebbe stato se la nostra provincia avesse la stessa media di mortalità del Nord Ovest, ovviamente rapportando la differenza del Tasso alla popolazione provinciale. La ripetitività delle prestazioni negative dal 2010 conferma che si muore sempre troppo nella nostra provincia in proporzione ai territori circostanti e anche alla media nazionale.
Un dato che non si può ignorare e dovrebbe far scaturire una capillare indagine epidemiologica.