Coldiretti Vercelli-Biella, che aveva mandado suoi rappresentanti alla manifestazione di Strasburgo, ora esulta per il rinvio alla Corte di Giustizia UE dell’accordo Mercosur, di fatto una bocciatura del contestato provvedimento. Nella foto in evidenza un momento simbolico della suddetta manifestazione.
La nota di Coldiretti
Il voto del Parlamento europeo che rimanda l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia, afferma Coldiretti, rappresenta una risposta politica alle follie della presidente Ursula Von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati bruxellesi che hanno tentato di imporre un accordo cancellando ruolo, dignità e potere dell’Europarlamento. Ora il Parlamento europeo porti avanti le norme sulla reciprocità che impediscono l’ingresso in Europa di prodotti che non rispettano le stesse regole, da qualsiasi Paese provengano.
Se questo blitz fosse andato in porto, come più volte ribadito da Coldiretti anche ieri durante la mobilitazione a Strasburgo dove era presente in forze Coldiretti Piemonte, si sarebbe creato un precedente gravissimo con un Parlamento bypassato, svuotato delle sue prerogative, ridotto a mera formalità e incapace di esercitare controllo democratico su decisioni che incidono sulla sicurezza alimentare dei cittadini consumatori, sull’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie, a partire dalla Pac.
“Con il voto di oggi, un primo passo importante ottenuto dalle tante nostre mobilitazioni che continueremo a portare avanti – affermano il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Roberto Guerrini e il direttore Luciano Salvadori – Il Parlamento europeo impedisce una forzatura pericolosissima e riafferma il proprio ruolo costituzionale, fermando un progetto della Von der Leyen che avrebbe sancito la marginalizzazione definitiva dell’unica istituzione direttamente eletta dai cittadini europei”.
Soddisfazione anche di Lega e Prc
Soddisfazione per il rinvio dell’accordo arrivano anche da alcuni gruppi politici, come la Lega
e Rifondazione Comunista che rivendicano il ruolo avuto in questa storica votazione del parlamento UE finita con 334 voti per il rinvio e 324 contro.