Solo il 3% delle merci importate viene fisicamente verificato nei porti e alle frontiere, ciò significa che sostanzialmente, specialmente ne settore agricolo, le nostre aziende devono rispettare severe norme sulla qualità del riso e dei prodotti della terra in genere, mentre che importa può bellamente disinteressarsi.
Per questo Coldiretti Vercelli-Biella era presente ieri, martedì 20 gennaio 2026, a Strasburgo, con una delegazione guidata dal presidente Roberto Guerrini e dal direttore Luciano Salvadori, con la presenza di giovani imprenditori e i dirigenti. Lo scopo della manifestazione era appunto chiedere alla UE di garantire il rispetto degli standard di sicurezza e qualità anche da parte di chi importa in Europa.
Il dovere di difendere cittadini ed aziende
“La Commissione ha il dovere di difendere le produzioni europee, i cittadini consumatori e la sicurezza del cibo. Se Von der Leyen non garantisce subito reciprocità, controlli e trasparenza nel commercio internazionale, deve lasciare il suo incarico e abbandonare subito le follie che ad oggi hanno contraddistinto la sua gestione antidemocratica – evidenziano il Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Roberto Guerrini e il Direttore Luciano Salvadori – Chiediamo anche trasparenza totale con origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e l’abolizione dell’inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione”.
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Il caso Mercosur
Il negoziato sul Mercosur è l’emblema delle follie della Commissione: un accordo costruito per importare prodotti senza reciprocità e senza controlli sanitari e ambientali, aprendo la strada ad altri trattati ancora più pericolosi per l’agricoltura e il cibo europeo. Per queste ragioni la mobilitazione di Coldiretti proseguirà senza sosta, finché la Commissione non abbandonerà la linea suicida che ha imposto e non ripristinerà un quadro politico e commerciale capace di difendere agricoltura, cittadini e sovranità alimentare europea.
“Vogliamo garanzie sulla qualità dei prodotti”
“Continuiamo la nostra protesta sul tema della trasparenza – continuano Guerrini e Salvadori – nell’interesse delle imprese agricole ma soprattutto dei cittadini consumatori. Vogliamo dare garanzie sulla qualità dei prodotti e, soprattutto, assicurare che i cibi importati rispettino esattamente le stesse regole e gli stessi standard ai quali sono sottoposte le nostre imprese. Questo vale per il Mercosur, ma vale anche per tutti gli accordi futuri che verranno siglati: abbiamo la necessità di dare certezza e tutela al lavoro dei nostri agricoltori. È, quindi, necessario che partendo da questa grande capacità di mobilitazione popolare, si possa arrivare non solo al concetto di reciprocità, ma a un controllo che riguardi tutte, tutte, tutte le merci che importiamo, sia dal punto di vista della qualità sia, soprattutto, da quello della salubrità”.