Prestigiosa donazione dell’ex procuratore Vitari alla Biblioteca comunale

Un cofano ligneo rilegato in cuoio, decorato a rilievo e impreziosito da inserti calligrafici in oro della famiglia Faldella.

Prestigiosa donazione dell’ex procuratore Vitari alla Biblioteca comunale

Una donazione importante per il Comune di Vercelli. Nella sala Giunta, il sindaco, Roberto Scheda, alla presenza di tutto l’esecutivo e del vice presidente del consiglio Comunale, nel pomeriggio di giovedì 15 gennaio 2026, ha voluto ringraziare l’ex Procuratore Giorgio Vitari, per la donazione di un’unità bibliotecaria di grande valore storico e simbolico, un manufatto che racconta più di un secolo di memoria politica, artistica e identitaria.
Un cofano ligneo rilegato in cuoio, decorato a rilievo e impreziosito da inserti calligrafici in oro. Sul verso del piatto anteriore, una decorazione miniata policroma,  con oro, custodisce due medaglioni con i ritratti di Benedetta e Francesco Faldella, medico risorgimentale, genitori del senatore Giovanni Faldella: scrittore scapigliato, intellettuale inquieto, maggiore rappresentante del movimento in Piemonte e di cui il prossimo 26 settembre ricorreranno i 180 anni dalla nascita.

Un capolavoro risorgimentale

L’intero apparato decorativo è opera di Vittorio Vulten, miniaturista e calligrafo torinese che, nel 1908, realizza un lavoro di raffinata complessità. Le carte, non numerate, sono decorate ad acquerello e oro.

Recano anche le firme dei sottoscrittori che contribuirono alla realizzazione del manufatto, concepito come omaggio al quarantennale impegno culturale e politico del Senatore dell’allora Regno d’Italia.

Le prime 11 pagine raccolgono i ringraziamenti dei Senatori e Deputati del vercellesi – tra cui Guala, Tournon, Lucca – dei membri della Presidenza del Consiglio e della Deputazione Provinciale di Novara. Seguono il Comitato dei Sindaci di Vercelli (Fortina), Cigliano, Crescentino e altri ancora. Poi la nobiltà locale, con nomi che pesano come capitoli all’interno di un libro di storia: l’amico e collega scapigliato Achille Giovanni Cagna, così come quelli di Eugenio Treves, Ettore Ara, Giovanni Faccio, presidente della Società Vercellese di Storia ed Arte.

Le carte successive – circa 150 – trattenute da una legatura metallica in ottone dorato, sono a stampa e riportano le firme di tutti coloro che, a diverso titolo, vollero partecipare alla realizzazione di questo manufatto bibliografico, oggi riconosciuto come bene di alto valore storico e culturale.

Un atto di responsabilità

Nel corso della cerimonia, il Sindaco ha sottolineato come la donazione di Vitari sia «l’atto di responsabilità verso la comunità e verso il futuro, un modo concreto per restituire alla città un pezzo della propria anima».

Vitari, con la sobrietà che lo contraddistingue, ha raccontato come «mia madre si chiamava Faldella e faceva parte del ramo della famiglia del Senatore. Personalmente ho sempre sentito parlare di lui e il suo nome è sempre stato associato a Vercelli. Gli anni della mia infanzia – ha ricordato – li ho passati a Saluggia. Poi quando ho avuto modo di vedere questo libro, ho subito pensato: “Il luogo ideale per custodirlo è la città”. Quindi: per me è un atto dovuto».