Podismo

Una sensazionale Greta Negro coglie un argento che vale oro alla Maratonina dei Magi

Exploit dell'atleta desanese alla 21 chilometri di San Benedetto del Tronto. Argento in un podio condiviso con nomi di lustro a livello nazionale

Una sensazionale Greta Negro coglie un argento che vale oro alla Maratonina dei Magi

Una sensazionale Greta Negro ha colto, nei giorni scorsi, una medaglia argento dal sapore aureo alla Maratonina dei Magi di San Benedetto del Tronto, una delle «mezze» più ambite e apprezzate del Paese. La ragione di ciò alberga proprio nella location, il lungomare della città marittima a sud delle Marche, il più esteso e suggestivo dello Stivale, anche definito il «posto migliore per fare podismo». Ma l’importanza del secondo posto nella classifica femminile (settimo assoluto) non sta tanto nella splendida cornice del tracciato, peraltro percorso sotto la pioggia battente, bensì insieme a chi Greta – desanese doc – è salita sul podio finale. Davanti a un’istituzione della corsa, come l’ex azzurra Federica Moroni (terza) e dietro a un’atleta che i colori azzurri li ha vestiti in tempi recenti, vale a dire Verena Steinhauser, la triatleta altoatesina di Bressanone, classificatasi ventesima, nella sua specialità, alle olimpiadi di Tokyo (e ottava nella staffetta mista 2+2), nel 2021. Steinhauser che ha chiuso la mezza maratona, imprendibile, in 1:17:51.

La trentaduenne di Desana ha fermato il cronometro su 1:22:14, anticipando di 6 secondi, per l’appunto, Moroni, portacolori dell’Atletica Rimini Nord. L’atleta nostrana, che si sta facendo sempre più largo nella scena nazionale del podismo, è portacolori da qualche tempo dell’Atletica Civitanova, società che ha scelto dopo il suo trasferimento professionale nelle Marche, proprio a San Benedetto del Tronto, in cui è fisiatra in libera professione in tre ambulatori: a San Benedetto, Ascoli Piceno e Alba Adriatica. “Alla Maratonina dei Magi – racconta Greta – è andata davvero bene: ho corso l’ultimo chilometro 10 secondi più forte della media che ho tenuto per tutta la gara, addirittura correndo a 3’10” gli ultimi 200 metri, segno che potrei rendere di più su distanze più corte, quelle su cui punto, e che sto bene fisicamente. Durante tutta la gara mi ha aiutato tantissimo Federica Moroni, perché ha tirato gran parte del tempo. Ho provato a darle più volte il cambio, ma mi ha dato l’impressione che le desse fastidio ‘stare dietro’, per cui per alcuni tratti l’ho affiancata, mentre per altri sono stata dietro. Gli ultimi 500 metri sono stati decisivi, ho cambiato drasticamente passo e lei non mi è stata dietro”.