A Rive il presepe viene preso molto sul serio.
Torniamo sul Presepe Vivente della vigilia (qui il post con altre foto) e diamo anche conto della composizione statica tradizionale.
Il Presepe Vivente e i suoi protagonisti

L’idea è scaturita dal consigliere comunale Mario Deasti, che ricopre il ruolo di fornaio. “Dopo l’edizione del 2024 che ha riportato successo – racconta – quest’anno abbiamo deciso di riprovarci, sempre nella solita location sotto i portici di via IV Novembre. Con il gruppo di volontari abbiamo dato vita alla sacra rappresentazione nonostante la pioggia e il freddo. Ognuno si è impegnato nel procurarsi gli abiti del proprio ruolo e le attrezzature sono di recupero”.
“Mi auguro con tutto il cuore – interviene Firmino Ricaldone che ricopre il ruolo di San Giuseppe – che per le prossime edizioni il gruppo diventi più numeroso”.
Temerari anche gli altri figuranti che per la vigilia di Natale, hanno risposto con la loro presenza a ricoprire il proprio ruolo: Antonella Piletta, tesseva la lana, Mirko Andreone, il fabbro: “È stata una bella esperienza per me, che mi ha fatto sentire più vicino al Natale. È stata interessante anche l’idea di documentarsi sulla vita di quel periodo per dare un senso più realistico alla rappresentazione “.
Non sono mancate anche le altre figure tipiche del presepe, come il pastore Tommaso Antonelli e il suo cane Olaf; al centro della scena Maria interpretata da Marta D’Orio; Daniele Michelone (lavorava il legno), Mariarita Michelone la viandante, Francesca Olmo la lavandaia, Giada Enrico la ristoratrice, Elena Dellarole Orecchia portava le anfore e la piccola Alice nel ruolo dell’Angelo.
L’appuntamento finale sarà per il 6 gennaio 2026, prima della messa delle 09.30 celebrata da don Gianfranco Brusa giorno dell’Epifania con l’arrivo dei Re Magi
Le voci narranti erano Patrizia Guizzardi e Andrea Manachino
Il presepe della parrocchiale

Ma la tradizione rivese non viene tralasciata e il presepe classico non viene dimenticato e quest’anno nella chiesa parrocchiale è stato realizzato da Francesco Degrandi, Maria Rita Barberis e da Pier Giuseppe Rondello (nella foto).
“Il progetto – spiega il sindaco Andrea Manachino – cambia tutti gli anni, si parte dalla posizione della capanna. Anche sotto l’aspetto pratico il “Bambino Gesù ” con la sacra famiglia sono al centro di tutto e il lavoro si sviluppa di conseguenza. Il presepe è anche dotato di una piccola automazione e viene realizzato nel giro di qualche settimana”.
“I miei ricordi del passato vedono il presepe collocato all’ingresso della chiesa vicino alla scala che porta all’organo; in seguito nei primi anni 2000 aveva trovato dimora nella vecchia sacrestia ma era tanto impegnativa la sua realizzazione, per cui ancora oggi il suo posto è vicino all’altare”.
