Lutto cittadino a Trino per la scomparsa di Gian Piero Irico

Lo ricordiamo con un'intervista del 2024 in occasione del suo ritiro dalla professione

Lutto cittadino a Trino per la scomparsa di Gian Piero Irico
Si sono svolte questa mattina le esequie del dottor Gian Piero Irico, storico medico condotto. Per onorarlo il Comune di Trino ha decretato il lutto cittadino.
“Una figura indimenticabile per professionalità, umanità e dedizione – ha scritto il sindaco Daniele Pane –  che ha accompagnato intere generazioni di trinesi e si è distinto, tra l’altro, per lo straordinario impegno durante l’emergenza COVID-19, in particolare nella campagna vaccinale cittadina”.
Le bandiere degli edifici pubblici saranno esposte a mezz’asta per l’intera giornata.

L’intervista del 2024

Lo ricordiamo con quest’intervista che concesse all’inviato di Notizia Oggi Vercelli Riccardo Coletto

«Mi è sempre piaciuto collaborare con i colleghi e lo farò ancora. – Aveva dichiarfato nell’articolo uscito 1l 12 febbraio del 2024 – Nella mia attività professionale ho sempre avuto l’umiltà di chiedere consigli per trattare poi i miei pazienti agli specialisti, dai quali ho imparato molto».
La decisione di appendere lo stetoscopio al chiodo ha subito una forte accelerazione dopo il difficile periodo vis-
suto durante la pandemia.

“Fare il medico di famiglia è diventato complicato”

«La diffusione del Covid-19, ha purtroppo complicato la nostra professione a livello di burocrazia, che impatta sul
tempo che il medico può dedicare alla cura effettiva del paziente. Il mio parere è che il medico di famiglia lavorereb-
be molto meglio se avesse non più di 1,000 mutuati, per dedicarsi meglio ai pazienti e
fare meno il burocrate. Noi abbiamo il compito di indirizzare il paziente in modo giusto in base alla patologia, un compito diagnostico, non facile ma fondamentale. Un medico bravo prescrive l’esame giusto al momento giusto,
senza prevederne troppi: occorre l’intuizione giusta».

Preferì la Medicina al calcio

Irico è un tifoso della Juventus e da giovane è stato anche un ottimo calciatore. A metà degli anni ’70, dopo una
breve parentesi nel Trino, è andato a Coverciano perché è stato uno dei migliori 10 giocatori della sua annata. Avreb-
be potuto andare nel Torino, ma ha preferito proseguire gli studi e la carriera medica. Ha giocato però, dai 16 ai 23 anni, in prima squadra in Prima Categoria, era il capitano. Centrocampista raffinato, era il classico numero 8 degli anni ’70. «Ringrazio il personale del distretto Asl-Al: ho sempre trovato un ambiente famigliare col quale ho lavorato bene». Così concludeva il medico, che era amatissimo a Trino proprio per la sua coscienziosità nel seguire i suoi mutuati che ora lo piangono e lo ricordano con affetto.

Gian Piero Irico aveva 69 anni e lascia la moglie Rossana, la figlia Lara con Ferdinando, i nipoti Federico ed Emma, la zia Rina con Sandro e famiglia, la cugina Maria Antonietta, la cognata Giuliana con Renato, le nipoti Ilenia e Martina con Andrea, cugini e parenti tutti.

La famiglia per ricordarlo ha chiesto non fiori ma offerte all’Airc.