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Priorità alla Scuola

Sit-in “Pas” in piazza Cavour per il ritorno in classe

Domenica 28 manifestazione statica e in sicurezza in scarpe sportive e strumenti musicali.

Sit-in “Pas” in piazza Cavour per il ritorno in classe
Scuola Vercelli e dintorni, 25 Marzo 2021 ore 14:00

Il Pas (Priorità alla Scuola) Vercelli scende in piazza per la seconda volta. Era già stato fatto a maggio 2020, ora una nuova manifestazione.

Leggi anche: https://primavercelli.it/rubriche/topnewsregionali/a-scuola-con-tutti-i-colori-nastri-sui-cancelli-per-dire-no-alla-dad/

Come in altre 60 piazze di Italia anche Vercelli vuole dunque dire no alla chiusura delle scuole. “Dice no alla Dad. – Dicono i promotori – Perché la scuola è un’istituzione e come tale deve essere riaperta in sicurezza. Non chiediamo solo la riapertura ma chiediamo che i nostri figli possano godere di una scuola sicura”.

Appuntamento domenica 28 marzo alle ore 11 in piazza Cavour per una manifestazione pacifica e statica.

Perché riaprire le scuole

“Non ci prove scientifiche sull’efficacia reale della chiusura. Ma chiudendole danneggiamo bimbi, ragazzi, donne, famiglie intere e generazioni future. (Fonte: Sara Gandini, epidemiologa)

– Vogliamo tutelare la salute a 360, anche i disturbi alimentari, psicologici che stanno colpendo in maniera drammatica bimbi, adolescenti, adulti fanno parte della salute.

Per mesi i nostri figli hanno rispettato le regole. Mascherina, gel, distanze di sicurezza. Le scuole si sono rivelate luoghi dove le regole sono state rispettate. Sono luoghi più sicuri di altri.

La manifestazione

COSA NON È: non è una manifestazione “contro”, non è un ritrovo di “negazionisti”.

COSA È: una manifestazione “pro” ritorno alla normalità, consapevoli che il virus esiste, ma che la vita deve continuare, da subito, prima di tutto per bambini e ragazzi.

Come? Con le scuole aperte, in sicurezza. Perché i dati mostrano che la scuola non è un luogo di contagio.

“«La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solo assenza di malattie».
Questa scritta campeggia all’ingresso del Ministero della salute e noi a essa ci rifacciamo.

Si scrive correttamente, si agisce al contrario, impattando specialmente sui bambini e sui ragazzi,
nonostante le molte, autorevoli voci di psicologi, sociologi, pedagogisti e intellettuali che si stanno
levando.

Il nostro futuro è schiacciato

“I nostri bambini, i nostri ragazzi – in una parola il nostro vero futuro felice – sono schiacciati, fiaccati,
costretti all’inattività, alla distanza, all’annullamento di qualsiasi dimensione sociale, e quindi pienamente
educativa, incatenati a una sofferenza silenziosa che noi, genitori, non possiamo più accettare.

In modo rispettoso, composto, in sicurezza, andiamo in piazza per dire basta, per chiedere con
composta fermezza alle autorità di correggere la rotta.
Prima, prima, prima e ancora prima le nuove generazioni, perché un mondo migliore non può che
passare da loro, non può che a loro essere affidato, consegnato, donato”.

Le modalità del Sit-In

Entreremo in piazza con libri, scarpe sportive e strumenti musicali o, in generale, “artistici”, a simboleggiare che la vita – prima di tutto la loro – è fatta di altro e non è soltanto muta, fiacca esistenza o sopravvivenza, che dir si voglia. Entriamo in piazza con i nostri figli davanti a noi, tenendo loro una mano sulla spalla, per testimoniare che ci siamo e che chiediamo alla politica di agire, prima di tutto a tutela dei giovani!

Porteremo cartelloni. Manterremo le distanze di sicurezza e indosseremo le mascherine perché le regole devono essere rispettate.

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