Politica

Scagnolato sulle elezioni a Tronzano: “Candidatura legittima con ok della Prefettura”

La candidata sindaco conferma la propria eleggibilità, l'art 60 del Tuel dice no, servirebbe un chiarimento istituzionale.

Scagnolato sulle elezioni a Tronzano: “Candidatura legittima con ok della Prefettura”
Santhià, 17 Settembre 2020 ore 10:08
E’ arrivata la risposta della candidata sindaco Lucia Scagnolato (Lista “Viviamo Tronzano Insieme – Uniti per Tronzano e Salomino”) alla comunicazione di Alberto Cortopassi che sostiene l’ineleggibilità a sindaco in quanto tuttora consigliere comunale a Cavaglià.

La replica

“Cari Tronzanesi,
le liste per le elezioni comunali del 20 e 21 settembre, sono e restano 3.
La mia eleggibilità non è mai stata messa in dubbio dalle Autorità competenti.
Ancora oggi, a fronte delle notizie diffuse sui social e giornali locali, la Prefettura mi ha riconfermato che sono eleggibile.
Come ogni Giovedì, domani ci troverete presso l’area mercato per ascoltarvi e rispondere alle vostre domande.
Grazie a tutti”.
Lucia Scagnolato
C’è parecchia confusione su questo caso, sui social c’è la corsa a dimostrare, leggi alla mano, che effettivamente un consigliere comunale in carica NON PUO’ candidarsi in un altro comune.

Ma il Tuel parrebbe dar ragione a Cortopassi

Nel nostro piccolo, subito dopo la notizia, avevamo verificato via web la legislazione sull’argomento. Abbiamo solo trovato riferimenti che convalidano quando espresso da Cortopassi.

In particolare l’articolo Articolo 60 del Testo unico degli enti locali (TUEL) approvato con D.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, recentemente aggiornato il 30 giugno.

L’articolo che riguarda appunto le condizioni di ineleggibilità Al comma 12 sostiene che non sono eleggibili: “i sindaci, presidenti di provincia, consiglieri comunali, provinciali o circoscrizionali in carica, rispettivamente in altro comune, provincia o circoscrizione”.

E’ vero che più sotto viene specificato: “La causa di ineleggibilità prevista nel numero 12) non ha effetto nei confronti del sindaco in caso di elezioni contestuali nel comune nel quale l’interessato è già in carica e in quello nel quale intende candidarsi”.

Ovvero è possibile candidarsi in un comune anche se si è eletti in un altro, solamente quando si va comunque allo scioglimento dell’amministrazione in cui si è presenti.

Almeno questo si evince da quanto reperibile sul web, in siti specializzati nei repertori di Leggi.

C’è bisogno di chiarezza istituzionale

Sarebbe pertanto auspicabile che la Prefettura o altro Ente preposto facesse sapere ufficialmente i corretti riferimenti di Legge, sciogliendo questo nodo che effettivamente turba le elezioni in paese

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