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Dati incoraggianti

Piemonte sempre arancione, ma la zona gialla è vicina

Dal 1° febbraio, se non ci saranno peggioramenti, parametri in regola per ridurre il rischio.

Piemonte sempre arancione, ma la zona gialla è vicina
Politica 22 Gennaio 2021 ore 18:49

La prossima settimana sarà l’ultima in zona arancione?

Lo auspica il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio che ha dichiarato all’Ansa: “La nostra pagella settimanale conferma tutti i dati in miglioramento. L’indice dei contagi, dei positivi sul numeri dei tamponi fatti, l’incidenza, il numero dei focolai sono tutti in diminuzione. L’Rt – prosegue Cirio – scende da 1,14 a 1,04, le terapie intensive si attestano a un’occupazione del 27%, quindi sotto soglia, stabili rispetto alla settimana precedente, mentre i ricoveri ordinari scendono dal 46 al 43%”.

Dunque andiamo verso l’allentamento delle limitazioni al commercio e agli altri aspetti della vita sociale. Non ci può ovviamente essere la certezza, bisogna sperare che i dati continuino a migliorare o quanto meno a non peggiorare.

Zona arancione fino al 31 gennaio

Come noto un’ordinanza del ministro della Salute, Roberto Speranza dispone per il Piemonte la Zona Arancione dal 17 al 31 gennaio 2021.

Nel frangente dell’annuncio, qualche giorno fa, Cirio aveva detto: “E’ una conseguenza delle nuove misure più restrittive adottate a livello nazionale per l’incremento della circolazione del virus che si sta registrando in tutta Italia ed Europa – commenta il presidente Alberto Cirio – Tuttavia è importante segnalare che la pressione ospedaliera, pur restando significativa, continua progressivamente ad alleggerirsi grazie agli sforzi virtuosi che il Piemonte ha saputo fare nelle scorse settimane”.

Ristori rapidi e garantiti

Sempre in occasione dell’avvio della zona arancione Cirio aveva sottolineato: “So che questo è un nuovo sacrificio per tutti – prosegue Cirio – ed è la ragione per cui ho chiesto al Governo che i ristori previsti per le categorie chiuse siano certi e immediati. Mi riferisco in particolare al mondo dello sci, ai ristoranti e ai bar. Su questi ultimi mi auguro che da Roma rivedano la scelta di bloccare l’asporto dalle 18, perché come ho segnalato in Conferenza delle Regioni è una decisione solo punitiva che risulta poco comprensibile”.