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Cuasa vittoriosa

Fondi Scanzano: a Trino un tesoro da 15 milioni

La Corte di Appello di Roma ha deciso che nn era giustificata la riduzione dei fondi in seguito alla Finanziaria del 2005.

Fondi Scanzano: a Trino un tesoro da 15 milioni
Politica Vercellese, 05 Giugno 2020 ore 17:49
È stata pubblica lo scorso 4 giugno 2020 la sentenza della Corte di Appello di Roma, con la quale, viene respinto il ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri avverso alla sentenza di 1° grado, che aveva condannato lo Stato a pagare al Comune di Trino la somma di € 15.625.742,60 relativa alle quote spettanti per gli anni dal 2005 al 2011 di fondi Scanzano non erogati. La causa era nata perché la Finanziaria 2005 aveva ridotto tali erogazioni del 70%. Vale anche per il territorio di Saluggia.

La soddisfazione del Sindaco di Trino

"Il giudizio di primo grado, iniziato nel 2011 - relaziona il Sindaco du Trino Daniele Pane - è terminato con esito favorevole per il Comune nell’anno 2016. A seguito del ricorso in Appello da parte dello Stato, in attesa della sentenza di secondo grado, lo scorso anno, mi sono fatto promotore di un incontro, unitamente agli altri Sindaci partecipanti alla consulta ANCI nucleare, con l’allora Sottosegretario Giorgetti, teso a definire anche le annualità successive a quello oggetto della causa.
Attendiamo ora di sapere le intenzioni del Governo circa le modalità del pagamento delle somme oggetto di causa e delle annualità successive.
Confidiamo in una risoluzione rapida, anche per i Comuni e gli altri Enti, che non hanno intentato al momento alcuna causa ma che hanno diritto al ristoro delle
somme anche a loro spettanti.
Siamo soddisfatti del risultato ottenuto anche in considerazione dell’importanza strategica che queste risorse rappresentano per Trino e per tutto il territorio della Provincia di Vercelli".

Il commento della minoranza

"Questo importante risultato arriva da lontano, quando in sede ANCI, si decise di avviare una causa contro gli enti competenti dello Stato centrale, per vedere riconosciuto quanto di competenza dei Comuni. L’azione venne avviata durante il mandato dell’allora sindaco Felisati e successivamente seguii direttamente, sia nel mio ruolo di Sindaco che di coordinatore della consulta ANCI dei comuni sede di servitù nucleari, i passaggi successivi, tra cui l’arrivo della sentenza di primo grado e quindi l’iter successivo in appello, che arriva finalmente a conclusione".
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