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Bagarre in casa Lega: Tiramani non è più commissario provinciale

Nel Vercellese verrà sostituito dal senatore Enrico Montani

Bagarre in casa Lega: Tiramani non è più commissario provinciale
Politica Valsesia, 30 Settembre 2022 ore 18:06

A pochi giorni dal risultato elettorale arrivano i primi cambiamenti in casa Lega. Una nota del coordinamento regionale comunica che “il commissario provinciale di Vercelli, Paolo Tiramani, sarà rimosso e sostituto dal senatore Enrico Montani. Questa l'indicazione del Segretario della Lega, Matteo Salvini, avvenuta durante l'ultimo consiglio federale di martedì scorso. Tiramani, in quanto commissario provinciale, è il primo responsabile dell'esito insoddisfacente delle elezioni politiche a Vercelli, non avendo peraltro fatto nemmeno campagna elettorale. Inoltre, Tiramani conosce perfettamente il motivo per il quale non è stato ricandidato, come sa benissimo il perché gli è stato chiesto un passo indietro da capogruppo della commissione vigilanza Rai.
Va anche aggiunto che buona parte degli amministratori leghisti della Provincia di Vercelli ne ha chiesto la rimozione prima della campagna elettorale, elencando una serie di problematiche, peraltro da tempo note, sulla gestione del partito in tutta la Provincia”.

La replica di Tiramani

La replica di Tiramani non si fa attendere e affida il suo pensiero ai social: “ Pochi minuti fa ho ricevuto un comunicato stampa dove si comunica che il nuovo commissario provinciale della Lega a Vercelli sarà Enrico Montani, al quale innanzitutto auguro buon lavoro. Si avete capito bene, per comunicato stampa, nessuno si è degnato di chiamarmi. Mi si imputa la colpa del calo elettorale che non credo dipenda da me, vista la percentuale in linea con il resto del Piemonte. Valesse questa tesi, sarebbero tanti altri i soggetti da commissariare, non solo a livello provinciale ma anche regionale. Mi si imputa uno scarso impegno in campagna elettorale, campagna della quale sono stato escluso senza apparente motivazione. Si comunica in questo comunicato che vi sono motivi per la mia non ricandidatura, le solite allusioni sulla mia vicinanza con un altro partito di centro destra, questione più volte chiarita sia con il segretario Federale che Nazionale. Dubito fortemente che la scelta dipenda da Matteo Salvini come è stato scritto nel comunicato, comunicato che non ha una firma finale se non un generico "coordinamento regionale" ma che chiaramente è ordito dal segretario Riccardo Molinari che però non vuole firmarsi ( chissà perché poi). Non sono stupito era quello che mi aspettavo. Verranno tempi migliori per la Lega e per la buona politica. Personalmente sono sereno, in questi anni abbiamo raggiunto molti successi non solo personali ma a livello provinciale, dalla conquista della Provincia, alla città di Vercelli, all'elezione di ben due consiglieri regionali,alla difficile conferma in questa tornata della città di Borgosesia, tornata elettorale che ha visto il centro destra sconfitto in diverse città e capoluoghi di Provincia. Buon lavoro agli amministratori e ai militanti della Lega che ho guidato per sei anni con grande passione”.«Questo è uno di quei momenti, come mi sono trovato più volte ad affermare, in cui il processo penale non solo preserva la libertà personale e ribadisce il principio di innocenza, nella sua via più categorica, ma decreta, attraverso la stessa volontà ed espressione dello Stato, la restituzione della dignità all'imputato, sul piano personale e professionale - sono le parole dell'avvocato Mussato -. Le tre persone che assisto escono da questa vicenda molto provate, certamente vittime di gravissime accuse che non meritavano, dopo avere messo non solo a disposizione tutte le loro risorse nel corso di questa drammatica pandemia nelle sue prime più difficili fasi, ma dopo avere addirittura messo a repentaglio la loro stessa salute e sicurezza, rimanendo in struttura e in servizio giorno e notte, ai limiti delle loro forze, in un momento storico in cui non esistevano mezzi di protezione, prevenzione o difesa contro quello che si è rivelato essere, anche nei tempi successivi, uno dei più grandi problemi mondiali dell’ultimo secolo. Ora, attraverso questa sentenza, viene ribadita non solo la correttezza del loro operato, ma la loro professionalità, l'abnegazione, la serietà, lo spirito di sacrificio, l'incondizionata osservanza ai loro doveri, il tutto ben oltre ciò che si poteva umanamente pretendere. Da oggi stesso continueranno nel loro lavoro, a testa alta, come ogni giorno hanno fatto, per aiutare il prossimo, con la dedizione e la forza d'animo che hanno sempre dimostrato di avere».

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