Mostra Virtuale

Pio Mario Arini: omaggio a un ragazzo di 94 anni

Le opere più significative di una lunga e prestigiosa carriera.

Pio Mario Arini: omaggio a un ragazzo di 94 anni
Vercelli e dintorni, 24 Settembre 2020 ore 08:00

Il titolo di questa mostra antologica on-line non è fine a se stesso. Infatti l’artista Pio Mario Arini si sente creativamente come un ragazzo, è ancora attivissimo e pensa di “crescere” ancora perché da vero artista sa che non c’è mai fine alle scoperte a per nuovi livelli di espressione.

«Liriche, oniriche, evocative, emozionali, le opere di Pio Mario Arini rivelano un dominio sapiente dei colori, dei toni, degli sfumati, ma anche del loro impatto a livello percettivo ed emozionale. Le superfici sono scandite in campiture di tonalità differenti e rese con diverse tecniche (acrilico, acquerello, collage, materiali vari), ora morbide e vibranti, ora intense e luminose, altre ancora (come nel caso degli oli su carta) quasi liquide o rarefatte in un contesto pittorico di armonioso equilibrio cromatico, in un mondo creativo autonomo e densamente inventivo, dove appare evidente la spinta emozionale da cui scaturisce la sua ispirazione». Così il critico Michele Catalano in un approfondito profilo, descrive la pittura di Arini.

Parola all’artista

Ecco una breve intervista, curata da Franco Ferragatta, che ci permette di conoscere un po’ più da vicino il personaggio.
Pio Mario Arini, classe 1926, una prestigiosa carriera di magistrato alle spalle, noto ai vercellesi per la sua attività di pittore fra i più originali e innovativi, mi riceve nel suo “bugigattolo”, dietro il Cinema Nuovo Italia, come ama definire il proprio atelier, un semplice e vetusto bilocale di ringhiera. Parliamo di nuovi progetti… che presto lo stesso pittore annuncerà.
Mario si racconta: «Io non desidero che i miei anni di ricerca figurativa vadano persi nell’oblio del tempo, anzi vorrei che le mie opere entrino nelle case della gente e degli appassionati»

“Mi sento un giovincello”

Pio, nell’incalzare delle domande, un’altra volta ribadisce i suoi dogmi: «Io mi sento un giovincello, social ed informatizzato. Dalla mia personale esperienza di ultra novantenne, vorrei trasmettere due messaggi diretti ai giovani artisti e non solo: Tecnologia ed Umanesimo, viaggiano, anche se non sembra, di pari passo, ed occorre essere presenti su entrambi i fronti, come cerco di fare io.
Se ti piace o ti capita di scarabocchiare, occorre non avere paura di osare, non aver paura di critiche o di sfottò; il manufatto è tuo ed è un’espressione della tua manualità e del tuo spirito. Continua ad andare avanti, senza dare troppo ascolto a certi maestri».
Maestro di ordine e chiarezza

Artista lucidissimo e al passo coi tempi

Lucidissimo, come si era potuto constatare in occasione della mostra antologica all’Ex 18 (gennaio 2017), sa molto bene quale strada percorrere e lo fa grazie a un non comune virtuosismo tecnico e a un’approfondita conoscenza della storia dell’arte.
E chiudiamo con un altro passo di Catalano: «…A colpire soprattutto i paesaggi, “luoghi della memoria” più che veri e propri paesaggi, sempre più indeterminati e ambigui, marcati da una sigla gestuale scarnificata, che trasforma il reale in una visione astratta e insieme sanguigna e carnale della natura.

Le pennellate diventano allora lo specchio di uno sfogo lirico tradotto in una narrazione di grande potere evocativo e rappresentativo che rivela la potenza espressiva del colore fra sfumature, digradazioni, variazioni, intese come momenti poetici squisitamente interiori, puri ed eterni. Le sue composizioni diventano un insieme di linee e forme in cui le caratteristiche fondamentali sono l’ordine, la chiarezza, l’equilibrio. Una ricerca visiva sempre nuova che va oltre la realtà e offre allo spettatore l’illusione di poter varcare la soglia dell’ignoto, lasciandogli il compito di interpretarla attraverso l’immaginazione e il proprio stato d’animo. In sintesi per Pio Mario Arini dipingere equivale a uno splendido volo: la tela si traduce in etereo librarsi verso orizzonti infiniti, alla ricerca dell’essenza dell’arte che non conosce spazio né tempo».
E noi, da parte nostra, siamo, nel nostro piccolo, a rendergli il giusto onore.

Di seguito  le “stanze” di quest’esposizione virtuale. Dopo le immagini, da gustare una per una, riproponiamo integralmente la nota critica appositamente scritta da Catalano.

La stanza dell’Astratto

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La stanza del Figurativo

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La stanza del collage e tecniche miste

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La stanza dell’olio su carta

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La nota critica di Michele Catalano

PIO MARIO ARINI: LA MATERIA, IL SEGNO E IL GESTO.

“La forza dell’arte sta nel ridurre tutto a linee, forme, colori o luci: questo dà maggior peso all’elaborazione e quindi alle nostre emozioni, alla nostra immaginazione e alla nostra creatività”.

La pittura di Pio Mario Arini è un delicato sospiro dell’anima, che evoca, sussurra, riporta alla memoria attraverso una scia di stati interiori impressioni ed emozioni che la sua sensibilità e il suo talento d’artista sanno fissare sulla tela con suggestive scelte cromatiche in un equilibrio di toni dove la luce confluisce in una sintesi dagli effetti avvincenti, nella vitalità e nei silenzi di una natura affascinante. La manipolazione degli impasti e la stesura a volte espressionisticamente irruente riescono a creare effetti luminosi caldi e potenti che danno la sensazione di un vigoroso divenire mentre in altre occasioni la realtà appare rarefatta, resa quasi essenziale, talvolta ridotta a semplici tratti o eteree campiture colorate. Dotate di una notevole attenzione compositiva, le sue opere sono caratterizzate da un solido equilibrio strutturale, dove nulla è lasciato al caso.

Sperimentatore di stili e tecniche

Nella sua lunghissima e prestigiosa carriera artistica Arini ha esplorato e sperimentato stili e tecniche, tematiche e soggetti, che si snodano attraverso innumerevoli creazioni come pagine di un diario spirituale, dove trovano elaborazione l’inquietudine e le esperienze personali, alla ricerca di un punto di arrivo, anche attraverso il componimento poetico (altra notevole forma espressiva dell’artista) teso ad una dimensione più alta, serena e universale narrazione di una inesauribile gioia di vivere.

Liriche, oniriche, evocative, emozionali, le opere di Pio Mario Arini rivelano un dominio sapiente dei colori, dei toni, degli sfumati, ma anche del loro impatto a livello percettivo ed emozionale. Le superfici sono scandite in campiture di tonalità differenti e rese con diverse tecniche (acrilico, acquerello, collage, materiali vari), ora morbide e vibranti, ora intense e luminose, altre ancora (come nel caso degli oli su carta) quasi liquide o rarefatte in un contesto pittorico di armonioso equilibrio cromatico, in un mondo creativo autonomo e densamente inventivo, dove appare evidente la spinta emozionale da cui scaturisce la sua ispirazione.

Una cifra stilistica inconfondibile

La cifra stilistica resta riconoscibile e inconfondibile, con il suo amalgama di segni, macchie, accumuli di pigmento, interventi e contaminazioni che animano e donano dinamismo alla superficie. In questo modo Arini realizza con successo una pittura d’azione, in cui il colore è steso con gesto istintivo, quasi violento (Opere Astratte, Paesaggi), in altri casi tipicamente segnica, fatta di motivi e simboli che si ricollegano a caratteri di una scrittura inventata, (la serie “Egiziana”) altri ancora realizzando una originale interpretazione della pittura materica, caratterizzata da particolari impasti o accostamenti di materiali eterogenei (Collages, Figure,).

L’attimo fuggente

L’artista riesce a cogliere l’attimo fuggente degli eventi e invita l’osservatore ad allargare la sua visione verso le prospettive di un orizzonte più lontano: con grande padronanza del linguaggio pittorico consegna messaggi nitidi e racconta l’intimo segreto che la natura custodisce. Pio Mario Arini esamina ed indaga le potenzialità che si creano tra il paesaggio e la natura in una visione del reale che coinvolge intimamente l’essere umano e intende comporre un dialogo preciso tra le sue molteplici sensazioni e la bellezza dei luoghi che la rappresentazione trasfigura e proietta in una nuova dimensione.

Eleganza naturale

L’ espressività di Arini naturale ed elegante si caratterizza per le divagazioni tra suggestive campiture tonali racchiuse in una trama di linee armoniose e formalmente compiute. In questo contesto hanno qualcosa di magico e di antico le sue ricerche sulla figura femminile, sulla natura morta, sul cielo e il mare, pervase a tratti da una languida malinconia che sgorga dall’intimo del cuore e che si risolvono spesso in chiave squisitamente astratto – espressionistica. A colpire soprattutto i paesaggi, “luoghi della memoria” più che veri e propri paesaggi, sempre più indeterminati e ambigui, marcati da una sigla gestuale scarnificata, che trasforma il reale in una visione astratta e insieme sanguigna e carnale della natura.

Narrazione di grande potere evocativo

Le pennellate diventano allora lo specchio di uno sfogo lirico tradotto in una narrazione di grande potere evocativo e rappresentativo che rivela la potenza espressiva del colore fra sfumature, digradazioni, variazioni, intese come momenti poetici squisitamente interiori, puri ed eterni. Le sue composizioni diventano un insieme di linee e forme in cui le caratteristiche fondamentali sono l’ordine, la chiarezza, l’equilibrio. Una ricerca visiva sempre nuova che va oltre la realtà e offre allo spettatore l’illusione di poter varcare la soglia dell’ignoto, lasciandogli il compito di interpretarla attraverso l’immaginazione e il proprio stato d’animo.

In sintesi per Pio Mario Arini dipingere equivale a uno splendido volo: la tela si traduce in etereo librarsi verso orizzonti infiniti, alla ricerca dell’essenza dell’arte che non conosce spazio né tempo.

Michele Catalano – agosto 2020

 

 

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