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Il Natale nello spazio: storia e aneddoti

L'esplorazione del cosmo non si è fermata neanche per celebrare le Feste natalizie.

Il Natale nello spazio: storia e aneddoti
Cultura 25 Dicembre 2019 ore 17:31

Il Natale nello spazio: storia e aneddoti. L'esplorazione del cosmo non si è fermata neanche per le Feste natalizie.

Il Natale nello spazio: storia e aneddoti

Nella foto "Astroluca" attuale comandante della Iss e l'equipaggio dell'Apollo 8.

Adriano Vittorio Autino abita a Santhià ed è un vero esperto di Spazio, non solo delle tecnologie ma anche dei motivi ideali per cui l'uomo dovrebbe vedere nel cosmo il proprio destino, non per capriccio ma per una questione di sopravvivenza.

Autino tiene su Notizia Oggi Vercelli una rubrica sul tema della Space Economy e dell'esplorazione dello spazio, quanto mai attuale visto che siamo ormai negli anni in cui grandi imprese diventano protagonisti principali delle sfide per il ritorno sulla Luna e la spedizione su Marte.

Riproponiamo un suo articolo a tema natalizio già apparso sulle pagine dell'edizione cartacea.

Buon Natale Astroluca

Il Natale viene festeggiato a bordo della International Space Station (Iss) sin dal 2000, anno dell’entrata in funzione della stazione orbitale. Durante la vita operativa della Iss quasi 100 astronauti hanno trascorso le festività natalizie in orbita.

In precedenza, dal 1986, per 15 anni, 28 equipaggi di cosmonauti si erano avvicendati a bordo della Mir. Molti di loro avevano quindi trascorso le festività nata- lizie a bordo della stazione orbitale russa. E come non ricordare le storiche missioni della Skylab, ed i tre pionieri Carr, Gibson e Pogue, che vi trascorsero il Natale del 1973!

In questi giorni di fine 2019, l’equipaggio della Iss ed il suo comandante Luca Parmitano hanno festeggiato in orbita il ventesimo Natale, da quando la stazione ha iniziato il suo viaggio intorno al nostro pianeta, alla quota di 408 km. AstroLuca, il primo comandante italiano di una missione Iss, ha celebrato anche il suo 43° compleanno in orbita, lo scorso 27 settembre.

Un cenone di Natale anche in orbita

Ogni anno la tradizione sulla stazione spaziale cambia leggermente, ma dal 2017 gli astronauti possono godersi i piatti tipici del Natale, torta di frutta compresa. Hanno anche la possibilità di scartare i propri regali, che solitamente arrivano con una capsula di rifornimento, assieme ad altri beni di necessità o altri esperimenti. Ben due missioni di rifornimento questo mese: la capsula «Dragon» di Space X, con un carico di vermi, topi, un nuovo mini-robot empatico e... doni di Natale per gli astronauti! E la capsula «Progress MS-13», che completa il rifornimento di acqua, ossigeno, propellente ed altri materiali.

Il Natale più lontano da casa

Il Natale più lontano da casa, almeno finché non avremo missioni marziane, è certamente quello trascorso da Frank Borman, Jim Lovell e Bill Anders, l’equipaggio della missione Apollo 8, prima missione destinata a raggiungere l’orbita lunare.

Lanciata il 21 dicembre 1968, fu la prima navicella con equipaggio umano a lasciare l'orbita della Terra, a raggiungere la Luna, orbitare intorno ad essa e tornare in sicurezza sulla Terra. Per il lancio si utilizzò il gigantesco «Saturn V», al suo terzo volo, il primo con equipaggio.

Dopo il viaggio durato tre giorni, l'Apollo 8 orbitò per 20 ore, concludendo dieci orbite intorno alla Luna. La vigilia di Natale, l'equipaggio effettuò una trasmissione televisiva, durante la quale furono letti i primi 10 versetti del libro del-la Genesi.

Sergej: abbandonato nello spazio dal crollo dell'Urss

Ma il Natale forse più triste è stato quello del cosmonauta russo, che fu definito l’ultimo cittadino dell'Unione  Sovietica.  Sergej Krikaljov, ingegnere di volo della missione «Sojuz TM-12», aveva lasciato il nostro pianeta il 19 maggio 1991.

Sergej restò a bordo della Mir fino al 25 marzo 1992. Al suo ritorno, sulla tuta e sul casco aveva le quattro lettere “Cccp” e una bandiera rossa con la falce e martello di uno Stato, l’Urss, che, dal 26 dicembre del 1991, non esisteva più. E la sua città natale, Leningrado, aveva cambiato nome.

Cos’era successo? Ad agosto il tentativo fallito di colpo di Stato della vecchia guardia del Pcus ed i drammatici avvenimenti che seguirono determinarono un clima di instabilità, e la missione di Krikaljov, che doveva durare cinque mesi, si protrasse per quasi un anno. Il cosmonauta, insignito poi della medaglia di eroe della Fe- derazione Russa, rifiutò di rientrare utilizzando la capsula «Raduga» (“Arcobaleno”), della quale la stazione era dotata: se l’avesse usata la Mir sarebbe stata condannata ad una fine prematura. Grazie a Krikliov rimase invece attiva per altri dieci anni.

Fin qui l’aneddotica riguardante il Natale nello spazio, che per ora vede protagonisti solamente astronauti addestrati militarmente. Quando potremo raccontare di normali viaggiatori civili (non addestrati), che trascorrono le Feste o altri periodi di vacanza nello spazio?

A. V. Autino

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