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Dantedì: il trinese che fece diventare Divina la “Comedia” di Alighieri

Una chicca video curata dal Comune di Trino, in onda dalle 20 sui social.

Dantedì: il trinese che fece diventare Divina la “Comedia” di Alighieri
Cultura Vercellese, 25 Marzo 2021 ore 10:47

La locandina dell’iniziativa del Comune di Trino.

Trino è città di leggendari tipografi. Uno di questi, Gabriele Giolito de’ Ferrari, nel 1555 stampò un’edizione della “Comedia” dantesca che aveva una caratteristica in più, l’attributo “Divina” nel titolo, da allora è rimasta così.

Un”link” che il Comune di Trino ha colto al balzo per un’originale iniziativa per il “Dantedì”, che si celebra oggi 25 marzo 2021. Un omaggio video per ricordare, appunto, come la città di Trino sia legata al Sommo Poeta.

L’appuntamento è sui canali social comunali alle ore 20.

Chi era Gabriele Giolito de’ Ferrari

Nato a Trino, nel 1508, da Giovanni il Vecchio e Guglielmina Borgominieri. Ancora 15enne, nel 1523 emigrò con la famiglia a Venezia che era una delle città di maggiore importanza per la nascente editoria. La bottega della famiglia trinese sorse in Rialto: la Libreria della Fenice. Gabriele ne divenne titolare nel 1541, aprendo librerie anche in altre città. Nel 1544 le nozze con Lucrezia Bin dalla quale ebbe ben 12 figli.

La Fenice

La sua “marca tipografica”, riprodotta a alto, è rimasta leggendaria. L’edizione della “Comedia” di cui si parla fu a cura di Ludovico Dolce, cui probabilmente va attribuita la paternità reale del nuovo titolo. Del capolavoro dantesco Giolito Tra il 1541 e il 1578 Giolito stampò 1109 edizioni: 527 titoli originali e 492 ristampe. La morte avvenne il 3 marzo del 1578.

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