Calcio e Arte in lutto

Addio Maestro: omaggio a Roberto Albeltaro

La cerimonia funebre si terrà mercoledì 27 alle ore 11,30 nella chiesa di San Giuseppe.

Addio Maestro: omaggio a Roberto Albeltaro
Vercelli e dintorni, 25 Maggio 2020 ore 10:32

Nella foto Roberto Albeltaro in occasione di una delle sue personali.

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Mi vengono in mente tanti incontri in occasione delle sue mostre in 25 anni di cronache culturali spesso c’è stata occasione di parlare di Roberto e dei sui quadri. Poi, in estate, passava in redazione puntualmente a portare gli inviti delle sue personali in Valle d’Aosta, una terra che amava parecchio come del resto anche il nostro paesaggi di risaia. Però il suo orizzonte erano i cieli e i colori della Bretagna e di altri posti che aveva catturato nella sua personalissima tavolozza. Una persona di poche parole che entrava in punta di piedi, pur essendo un personaggio mitico per la nostra città. Prima come calciatore della Pro Vercelli e poi in veste di pittore. Sport e Arte due ambiti in cui per emergere servono spirito di sacrificio e generosità che lui aveva in abbondanza, almeno quanto la sua signorilità.

Le esequie si terranno mercoledì 27 maggio alle ore 11,30 nella chiesa di San Giuseppe al Rione Cervetto. Lascia la moglie Francesca, i figli Enrico, Gabriele e Riccardo e parenti tutti, e un grande vuoto fra coloro che lo hanno conosciuto e stimato come persona cordiale oltre che come artista di valore.

Storico numero 10 della Pro Vercelli negli anni Sessanta

E’ mancato ieri all’ospedale di Biella, aveva 79 anni. Ala ambidestra dalla grande tecnica individuale, Albeltaro esordì con le Bianche Casacche in serie C nel 1959-60 in una partita persa in casa con il Legnano. Vestiva la maglia numero dieci.

L’ultima grande mostra nel 2018

Era malato da circa un anno, l’ultima apparizione pubblica fu l’antologica all’ex 18 nell’anno 2018, la definitiva consacrazione di una carriera che l’ha portato dall’apprendistato a sviluppare un suo stile che era trasversale agli stili, certamente impressionistico, ma anche espressionista perché trasferiva nei suoi paesaggi gli stati d’animo e poi una sua rivisitazione del naiv in cui cominciò a popolare di figure le sue composizioni, villaggi immersi nella neve, centri storici, pianure e montagne. Il blu era uno dei suoi colori preferiti e i cieli dei sui quadri sempre luminosi anche quando affastellati di nubi.

Ecco un articolo proprio su quella mostra del 2018, con una sua video-intervista: Roberto Albeltaro: 50 anni di pittura

 

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