La storia

Vercellese bloccata in Messico dal lockdown i genitori fermi in Spagna

Sofia Raisaro, trinese di nascita, ha 30 anni ama viaggiare e da circa cinque vive ad Amsterdam.

Vercellese bloccata in Messico dal lockdown i genitori fermi in Spagna
Vercellese, 18 Giugno 2020 ore 13:27

Sofia Raisaro, trinese di nascita, ha 30 anni e da circa cinque vive ad Amsterdam. Ora si trova in Messico, a Colima, dove è bloccata dal coronavirus da cinque mesi. Una disavventura capitata nel bel mezzo di una bella esperienza di volontariato che doveva durare un anno e toccare ben sette paesi dell’America centrale.
«Negli ultimi anni – spiega Sofia-, ho viaggiato, studiato e lavorato in diversi Paesi europei, partecipando al programma Erasmus in Irlanda, lavorando per alcuni mesi durante i miei studi in Inghilterra, con l’ambizione di migliorare la padronanza della lingua inglese e infine come laureanda e tirocinante presso una stazione radiofonica e un giornale di italiani in Olanda».

Un lavoro in Olanda

Il tirocinio a Utrecht è durato circa tre mesi, periodo in cui Sofia è entrata in contatto con la comunità «expat» di italiani in Olanda: «Mi sono potuta confrontare con coetanei espatriati di altre nazionalità e sperimentare sulla mia pelle i differenti modi di adattarsi, informarsi e costruire una comunità all’estero. Ho così deciso di dedicare la mia tesi alle nuove mobilità italiane e alle nuove forme di giornalismo italiano estero online. Dopo il conseguimento della laurea, un po’ per continuità con il mio percorso di studi e di tirocinio, un po’ per la mia inesauribile voglia di viaggiare e di conoscere, ho deciso di ritornare in Olanda. Ho iniziato così a lavorare in una startup olandese di orologi da donna, Rosefield, inizialmente occupandomi della comunicazione e promozione dei prodotti sui social media. Tuttavia, dal momento che l’azienda all’epoca si rivolgeva principalmente al mercato online ed era attiva esclusivamente sul mercato b2b (business to business) olandese e tedesco, ho preso l’iniziativa di propormi come responsabile dello sviluppo delle vendite verso il nostro Paese».

“Hanno avuto fiducia in me”

È stata una grande opportunità per Sofia. «Devo riconoscere che mi è stata concessa una “chance” importante. Hanno avuto fiducia nelle mie capacità e mi hanno lasciato libera iniziativa, nonostante non avessi alcuna esperienza precedente nel settore delle vendite. Questo è possibile in un Paese come l’Olanda dove intraprendenza e spirito di iniziativa sono apprezzati e incoraggiati».

La giovane ha quindi cominciato a viaggiare in Italia, a incontrare potenziali rivenditori e rappresentanti di vendita e a partecipare a fiere del settore come VicenzaOro. In un paio di anni, in qualità di “Account Manager Italia”, ha così sviluppato una rete di vendita nel Bel Paese.

«Negli anni successivi, mi sono stati assegnati nuovi Paesi e clienti internazionali, in Svizzera, Spagna, Grecia, Russia, Asia e altre zone. Tuttavia, dopo circa quattro anni in questa posizione, sentivo la necessità di cambiare, e chissà di poter trovare una nuova occupazione che mi permettesse di combinare il mio background di studi in comunicazione con la mia esperienza lavorativa in vendite».

Volontaria in Sudamerica

Sofia Raisaro in una scuola per l’Infanzia come volontaria.

Da anni Sofia nutriva il sogno di potersi prendere una pausa di alcuni mesi e per viaggiare. Il sogno di mettersi uno zaino in spalla e fare esperienze di volontariato. Ad agosto 2019 la decisione di partire verso il Guatemala: un mese nella casa di una famiglia locale e lavorando come volontaria in un asilo nido. «Questa esperienza mi ha arricchito moltissimo, permettendomi di iniziare ad apprendere una nuova lingua, di conoscere una nuova cultura, soprattutto grazie all’opportunità di vivere ogni giorno con una famiglia guatemalteca. Sempre più convinta di voler prendermi una pausa per viaggiare e conoscere ancora meglio una parte del mondo che tanto mi aveva affascinato, ho preso la difficile e coraggiosa decisione di rinunciare alla mia posizione e partire alla volta di un viaggio di sei mesi in Centro e Sud America».

Un tour sudamericano rovinato dal virus

Questo succedeva al principio di questo anno, a gennaio…
«Il mio piano prevedeva di visitare sette differenti Paesi, partendo dal Messico, Cuba, Costa Rica, Colombia, Perú, Bolivia e in ciascun Paese offrire il mio aiuto come volontaria in cambio di vitto e alloggio. Una nuova maniera di viaggiare “low-cost” dando il proprio piccolo contributo alle comunità locali, possibile grazie a piattaforme online che mettono in contatto viaggiatori e strutture (come scuole, ostelli, agenzie di viaggio e altri servizi)».

Dietro l’angolo c’era il coronavirus che, partito dalla Cina, stava infettando piano piano l’intero pianeta…
«Purtroppo, vista la situazione creatasi con il dilagare del covid-19, la chiusura delle frontiere, e le nuove norme di sicurezza, il mio viaggio si è interrotto in Messico. In seguito a circa un mese di viaggio e un mese di volontariato in un asilo nido, ho deciso di non perdermi d’animo e grazie all’ospitalità di persone conosciute durante gli ultimi mesi, mi sono fermata qua in Messico vivendo la quarantena con una famiglia messicana, perfezionando il mio spagnolo e imparando ogni giorno qualcosa di nuovo sulla cultura messicana».

Anche i genitori bloccati

Dopo il lock-down, le riaperture continuano in Italia e nel resto del mondo. «In Messico, dove c’è Sofia, non ci sono tanti casi – ci spiega la mamma Maria Grazia- gli abitanti si sono chiusi in casa a fare la quarantena, anche se non è obbligatoria. Il ritorno di Sofia è in programma a fine giugno. Non arriverà in Italia, ma si recherà nella sua casa di Amsterdam, dove rimarrà per alcuni giorni».
Poi è attesa in Spagna dai genitori, che sono rimasti bloccati dalla chiusura delle frontiere a Lanzarote. Si erano recati a trovare l’altro figlio, che si è stabilito in Spagna e non sono riusciti a rientrare in tempo in Italia. Dopo tanti mesi di lontananza e le preoccupazioni causate dall’emergenza covid-19, saranno molto felici di riabbracciarsi. Mamma e papà torneranno a Trino presumibilmente a fine agosto.

Riccardo Coletto

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità