Giornata storica

Vax Day Vercelli: già vaccinati circa 300 sanitari Asl Vc

Partita di slancio e con entusiasmo la campagna vaccinale anti Covid.

Cronaca Vercelli e dintorni, 31 Dicembre 2020 ore 15:28

"A chi ha ancora dei dubbi sull'opportunità di vaccinarsi presento l'immagine dei pianti liberatori di alcuni dei primi vaccinati, che da 11 mesi lavorano in ospedale, con la preoccupazione di tornare a casa e rischiare di infettare i loro cari".

Così il dottor Silvio Borrè, primario di malattie infettive, che ha avuto l'onore di essere stato il primo vaccinato a Vercelli,  ha sottolineato, parlando ai giornalisti con diversi altri primari dell'ospedale Sant'Andrea e il direttore generale dell'Asl al termine della prima mattinata di vaccinazioni "Anch'io - ha continuato Borrè - sostengo che vaccinarsi sia un obbligo morale per tutti coloro che operano nella sanità e hanno il dovere di farlo per la tutela dei loro pazienti. Se la politica optasse per l'obbligatorietà legale meglio ancora".

Una giornata storica

"Questa è una giornata storica - aveva esordito il direttore generale Angelo Penna - perché per la prima volta anche a Vercelli si può fare qualcosa di attivo contro il virus ed è importante esserci riusciti oggi, il 31 dicembre 2020".

Alle ore 12 erano stato vaccinati 188 operatori a Vercelli e 24 a Borgosesia, circa il 10% dei 2.000 totali dell'Asl. Le vaccinazioni si fermeranno solo domani, poi riprenderanno dal 2 di gennaio fino ad esaurimento della prima dotazione di fiale, ma ne arriveranno poi altre. Circa il 70% del personale aveva dichiarato di volersi vaccinare, però va considerato che chi è stato positivo, specie da ottobre in poi, non deve vaccinarsi ora ma più avanti. La campagna massiccia nelle RSA avrà inizio dall'11 al 22 gennaio, ma è ancora da stabilire. Si continuerà con tutte le categorie professionali come Oss e forze dell'ordine, poi grandi anziani e così via. Tutti gli altri non passeranno prima dell'estate ma probabilmente dopo. Al vaccino Pzisfer, che ha la nota criticità della temperatura criogenica, da mantenere fino al massimo a tre ore prima dell'inoculazione, si aggiungerà presto "Moderna" che è molto più gestibile, mentre "Astra Zeneca" è in ritardo perché non acora autorizzato, si sta verificando infatti l'efficacia per gli ultra 75enni.

Vaccino affidabile e sicuro

Alle domande Borrè ed i suoi colleghi hanno sottolineato che quando le agenzie autorizzano un vaccino è perché si è verificata l'efficacia e l'assenza di danno per la salute. I numeri della sperimentazione sono stati più che sufficienti per avere una corretta attendibilità statistica.

La tecnologia sviluppata è rivoluzionaria

C'è poi l'aspetto innovativo di questo tipo di vaccini che non sono, come in passato, basati su virus depotenziati ma hanno un meccanismo genetico davvero rivoluzionario. Borrè ha ricordato: "Credo che l'impatto di questo tipo di vaccini sarà simile all'introduzione del primo vaccino contro il vaiolo. Cambia tutto e si aprono anche le porte per debellare anche altre malattie come la Malaria che nei paesi tropicali uccide milioni di persone".

C'è chi sostiene che sei mesi sono troppo pochi per sviluppare un vaccino, in realtà molti ci lavoravano da vent'anni, ai meccanismi non al Covid-19, ovviamente, anche quanto fatto per la prima Sars ha aiutato. "Riguardo a cosa contiene c'è molta meno roba in questo che nell'anti-tetanica...".

Un segno di speranza

Dunque proprio nell'ultimo giorno dell'anno del contagio, come è stato detto alla conferenza stampa, anche a Vercelli c'è già il vaccino. Un grande segnale di speranza, anche se non è che con il vaccino disponibile sia cambiato molto, siamo ancora in trincea e lo saremo ancora per buona parte del 2021, ma almeno con una prospettiva che prima non c'era.

Dopo la fase di conferenza stampa i giornalisti hanno visitato brevemente l'ambulatorio di malattie infettive dove proseguivano a ritmo serrato le vaccinazioni.

La preparazione

Le fiale sono arrivate in ghiaccio secco alla temperatura criogenica e sono conservate in un apposito frigorifero donato da Fondazione Valsesia. Vengono scongelate poche fiale alla volta, che vengono poi utilizzate per preparare le dosi ed infine avviene l'inoculazione che è una normale iniezione, come per il vaccino anti-influenzale. Dopo tre settimane chi è stato già vaccinato dovrà fare il richiamo.

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