Cronaca

Truffe agli anziani due arresti a Vercelli

Avevano truffato decine di persone in diversi paesi della provincia

Truffe agli anziani due arresti a Vercelli
Cronaca Vercelli e dintorni, 23 Luglio 2018 ore 13:09

Truffe agli anziani decine di casi nel nord Italia: arrestate due persone.

Truffe agli anziani le accuse

Il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Vercelli, nei giorni scorsi, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vercelli. In manette M.G., pregiudicato 48enne di Napoli, e A.D., 20enne incensurato di Napoli, ritenuti responsabili di 36 truffe commesse in danno di anziani in provincia di Vercelli ed in numerose altre provincie del nord Italia.
L’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, concorso in tentata truffa e sostituzione di persona. Le indagini, coordinate dal Pubblico Ministero Davide Pretti, sono scaturite a seguito di una truffa commessa il 21 marzo a Caresanablot.

Il finto avvocato

Una signora 62enne del luogo è stata contattata telefonicamente da uno sconosciuto, qualificatosi come avvocato, il quale rappresentava che il figlio era stato coinvolto in un grave incidente stradale ed essendo trattenuto in uffici giudiziari, era indispensabile versare immediatamente una somma di denaro per evitarne la detenzione.
Le investigazioni immediatamente disposte hanno permesso di accertare che i due arrestati venivano indirizzati ai domicili delle vittime da due “telefonisti” dimoranti in Spagna, tutt’ora in corso di identificazione, i quali, con il principio della “pesca a strascico” ed utilizzando un copione consolidato, con il quale cercavano di carpire dalla stessa vittima informazioni sul congiunto, effettuavano numerosissimi tentativi telefonici sino ad individuare la persona che, per comprensibile cieco affetto nei
confronti del parente (di solito un figlio) e pressata dalla riferita urgenza, accettava di versare somme di denaro ed oggetti preziosi per favorire la dichiarata scarcerazione della persona cara. Una volta ottenuta la disponibilità della vittima, i telefonisti contattavano gli arrestati e fornivano loro le indicazioni per raggiungere l’obiettivo e prelevare i valori. Tutte le persone coinvolte, nel tentativo poi risultato vano di eludere le indagini, utilizzavano schede telefoniche intestate a persone inesistenti od acquistate
in forma anonima in Spagna.

Le truffe

Al termine delle indagini si è accertato che i malviventi, nel periodo tra il 10 maggio 2018 ed il 14 giugno 2018, hanno posto in essere 36 truffe, delle quali 23 consumate e 13 tentate, in danno di persone anziane residenti nelle province di Vercelli, Novara, Torino, Alessandria, Aosta, Genova, Imperia, La Spezia, Pavia, Milano, Lodi, Brescia, Bergamo, Padova, Vicenza, Varese, Verona, Cremona, Parma, Mantova e
Firenze. Da una stima estremamente approssimativa e per difetto (atteso che in taluni casi o il valore dei preziosi non è stato quantificabile o nel corpo della denuncia non è stato possibile comprendere esattamente le somme versate dalle vittime - alcune delle quali tenevano somme anche consistenti presso il domicilio), sino ad ora, i criminali si sono appropriati di contanti e valori per circa 60.000 euro.

Il truffatore frodato

Dall’attività di indagine è emerso, tra l’altro, che uno dei telefonisti ha scoperto di essere stato, a sua volta, “frodato” da un complice che dichiarava consegnati quantitativi di soldi e gioielli inferiori a quelli realmente sottratti alle vittime. In provincia di Vercelli gli arrestati hanno portato a segno due truffe, perpetrate in Caresanablot e Cigliano Vercellese, ed alcuni tentativi, di fatto ricostruiti dalle investigazioni ad Arborio e San Germano Vercellese.

Sventata la truffa a Livorno

A Livorno Ferraris, anch’essa interessata da un tentativo il fatto è stato scongiurato grazie al rapporto di vicinanza tra carabinieri e popolazione. La vittima infatti, persona particolarmente anziana, avendo creduto nella necessità di dovere versare una somma per la liberazione del figlio, si stava recando in banca per prelevare il denaro richiestole. Lungo il tragitto la donna, in lacrime, ha incontrato il Comandante della Stazione Carabinieri, il quale vedendo lo stato della donna le si è avvicinato per dare un possibile conforto; ascoltato il racconto della vittima, il Maresciallo ha spiegato trattarsi di una truffa attivandosi prontamente. La presenza di personale in uniforme ha fatto si che i malviventi non si
siano neppure presentati a riscuotere le somme indebite.

 

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