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Cronaca

Trino piange Paolo Bonato

Grande lutto in città per una persona conosciuta e stimata.

Trino piange Paolo Bonato
Cronaca Vercellese, 28 Aprile 2021 ore 15:15

Nella foto Paolo Bonato nel 2008, quando prese parte alla Maratona di New York.

Paolo Bonato, classe 1966, è mancato dopo una lunga lotta con la malattia. Grande sportivo, prese parte anche alla mitica “Maratona di New York”. ma da giovane aveva praticato molto pure il calcio. giocando anche come portiere nelle giovanili del Trino.

Famiglia nota e stimata

La famiglia è molto nota in città, il padre Bruno aveva un’attività di commercio del pesce. Paolo ha lavorato per diverso tempo nell’azienda.

Sposato con una cittadina statunitense, Jil, dalla quale ha avuto un figlio David. Lascia anche il fratello Giorgio, titolare del Resort “Il Convento”.

Il ricordo della Comunità Ebraica

Era una persona conosciuta ed apprezzata anche nel mondo ebraico della comunità di Trino e Vercelli.

Così lo ricorda la presidente della Comunità Ebraica di Vercelli, Biella, Novara e VCO Rossella Bottini Treves: “Per noi, dopo la scomparsa di Rav. Richetti, un altro grave lutto. Paolo era un carissimo amico, molto attento e vicino. Tutta la comunità si stringe a sua moglie e suo figlio David, che lo scorso giugno celebrò in Sinagoga a Vercelli il “Bar Mitzwah”, una cerimonia religiosa molto importante che segna l’entrata nella vita adulta. Paolo fu molto felice di avervi potuto assistere. Di lui ho tanti ricordi, era molto prezioso per la comunità di Trino. Ricordo che insieme abbiamo fatto un bellissimo viaggio a Tel Aviv per l’inaugurazione di un importante arredo sacro, proveniente proprio dalla Sinagoga di Trino. Un uomo molto generoso, positivo. Un grande sportivo, amava anche tanto il mare e la vela, aveva persino affrontato una traversata dell’Atlantico verso gli Stati Uniti. Ci mancherà davvero tanto”.

Il racconto della Maratona di New York del 2008

Paolo Bonato nel 2008 aveva raccontato a Notizia Oggi Vercelli la sua esperienza alla Maratona di New York, con una testimonianza in prima persona molto avvincente che riportiamo.

Quel giorno di gelo a Staten Island

Un commento sull’esperienza? Beh, si potrebbe riassumere in “provare per credere”, perché é difficile raccontare ciò che si prova emotivamente dal primo all’ultimo metro di questo viaggio…

Domenica 2 novembre 2008 ore 7, Staten Island – NY – cielo sereno, vento gelido, 3° Centigradi. Più di 40.000 persone che arrivano da ogni parte del mondo sono in attesa dello sparo del via. Quest’anno é il 50′ anniversario di questa corsa. Nel 1958, alla prima NY Marathon presero parte 40 persone. Oggi, dopo 50 anni siamo più di 40.000 alla partenza…

Il via nella terza ondata

Parto col pettorale n° 40666 nella “terza onda” ore 10,20 (quest’anno x la prima volta anziché partire tutti insieme, vengono organizzate 3 partenze a distanza di 20 minuti l’una dall’altra, per favorire lo smaltimento della ressa dei partenti). Adrenalina a 1.000 correre sul ponte di Verrazano, con gli elicotteri che ti ronzano sulla testa, finito il ponte si arriva a Brooklyn, accolti da due ali di folla che si diverte incitando gli atleti, gruppi rock che suonano dal vivo… dopo circa 10 miglia (16 Km) passiamo attraverso Williamsburg il quartiere ebraico, anche qui c’é partecipazione, anche se più misurata; arriviamo nel Queens e di qui imbocchiamo la salita del Queensboro Bridge, si entra nel vivo della corsa. In cima al ponte abbiamo coperto la distanza di 13 miglia (21 Km) la mezza maratona. Passo a 1 ora e 50′. Non male. Le gambe girano leggere e sto molto bene.

Accolti da un tifo da stadio

Alla fine del ponte si entra a Manhattan, sulla 1st Avenue, veniamo accolti da un tifo da stadio, i marciapiedi sono gremiti di persone in festa. A metà della 1st passo i 30 Km, 2 ore e 40, non male. Percorreremo tutta la 1st da sud a nord, fino ad attaccare un altro ponte che ci porta ad Harlem. Mi rendo conto di avere un problema: sto finendo la “benzina”… devo calare il ritmo per evitare problemi muscolari… Siamo nel Bronx le gambe sono pesantissime. Ora la corsa si corre con le “testa”: concentrazione e volontà. Imbocchiamo la Quinta Avenue, la gente é calda, ci sprona (you look good, you can make it, come on, you’re doing a good job!)…

Tre miglia a Central Park

Ci avviciniamo a Central Park mancano circa 3 miglia all’arrivo, un’eternità… procedo mantenendo il mio ritmo, non guardo più il mio gps x controllare distanza e tempo, no, mi voglio godere questo spettacolo fino in fondo… inizia il rettilineo finale, 800 mt. al traguardo.

L’arrivo e i sorrisi delle ragazze

Non mi pare vero, ci sono le tribune come allo stadio gremite di gente che ci spinge con le sue urla. Ancora una salita e poi ecco la Finish Line, decine di fotografi, centinaia di braccia al cielo. La mia prima avventura New Yorkese si chiude dopo 4 ore e 12 minuti di forti emozioni. Le ragazze sorridenti dello Staff mi avvolgono nel foglio termico, mi mettono la medaglia al collo e mi fanno le congratulazioni come se fossi io ad aver vinto! Beh, ma a pensarci bene forse hanno proprio ragione…