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La testimonianza

Storie del Covid: “Ecco come sono stato salvato”

Il dottor Cosimo Lacava racconta la sua permanenza in ospedale e le cure ricevute.

Storie del Covid: “Ecco come sono stato salvato”
Cronaca Vercelli e dintorni, 26 Novembre 2020 ore 11:08

In questa seconda fase della pandemia stiamo assistendo purtroppo a una ripresa consistente dei decessi (a livello nazionale sono state superate le 50.000 vittime) e anche delle persone sofferenti, ricoverate in ospedale, molti in terapia intensiva. Purtroppo i numeri dei morti sono ben noti ma non quelli delle persone salvate dai medici. Ecco una lettera, inviataci dal dottor Cosimo Lacava, che testimonia l’impegno e l’efficacia di quanto viene fatto per le persone malate.

Gentile direttore,
Le invio questa lettera di ringraziamento all’indomani delle mie dimissione dal reparto di Malattie Infettive.
Sono il dottor Cosimo Lacava, medico di Medicina Generale, ricoverato per infezione da Sars-CoV-2 all’ospedale Sant’Andrea e recentemente dimesso.
Io sono una persona schiva e molto riservata, non amo molto i social, ma la mia vicenda umana impone alla mia coscienza doverosi, sinceri e pubblici obblighi di ringraziamento al dottor Silvio Borrè, al dottor Carlo Olivieri e alla dottoressa Roberta Petrino.

Accoglienza premurosa ed efficiente

L’accoglienza al Dea e la presa in carico è stata premurosa, efficiente e molto professionale. Il percorso diagnostico si è concluso in tempi corretti ed ha permesso il mio trasferimento nel reparto di Malattie Infettive dopo poche ore. Al ricovero in Malattie Infettive è seguito, alla luce del grave impegno polmonare, il trasferimento in terapia sub-intensiva, dove sono rimasto per tre giorni. La terapia a ventilazione meccanica ha sortito un’iniziale miglioramento e quindi ha permesso il rientro nel reparto di malattie infettive. Dopo 16 giorni di ricovero sono stato finalmente dimesso.
Il mio recupero delle condizioni generali prosegue lentamente, ma bene. Spero quanto prima di rientrare a lavorare per essere al fianco dei miei pazienti.

I ringraziamenti

Oltre ai tre colleghi citati in apertura della lettera, miei doverosi ringraziamenti vanno a tutte le componenti dei tre reparti.
Al reparto di Malattie Infettive sarò sempre riconoscente: ai colleghi, per la loro grande disponibilità, le solide competenze, l’ormai consolidata esperienza e l’empatia che fa da collante al tutto; agli infermieri per il loro impegno straordinario, la loro estrema bravura professionale e la capacità di intercettare e risolvere i diversi problemi intercorrenti; agli ausiliari, lodevoli per la loro dedizione, per il loro spirito propositivo e la professionalità del loro impegno.
Competenza e compattezza fanno sì che la capacità di cura sia a livello ottimale.
Posso testimoniare che tutto quello descritto non è stato riservato al sottoscritto, ma a tutti i pazienti ricoverati e ciò va a loro gran merito.

“Ogni malato è diverso”

Faccio il medico da 30 anni e ho acquisito una consolidata esperienza; noi studiamo le malattie, ma poi ci occupiamo di malati e non c’è corrispondenza tra le due cose. Faccio un esempio, l’appendicite acuta è la malattia, ma i malati di appendicite sono uno diverso dall’altro, sono persone ognuno con la propria unicità, sensibilità, affettività ed emotività. Per noi medici corre l’obbligo di ricordarcelo ogni giorno. Tutto ciò fa parte strutturale del Dea, del Reparto di Terapia Sub-intensiva e di Malattie Infettive.

“Reparti d’eccellenza al Sant’Andrea”

La mia testimonianza mi consente, con estrema franchezza, di riconoscere che nel nostro ospedale periferico, cosiddetto “Spoke”, abbiamo dei reparti ospedalieri di grande eccellenza.
Ripeto una frase che ho già scritto recentemente: i fiori più belli a volte nascono nei posti più angusti e meno esposti al sole, vivaddio.
Grazie per l’attenzione e la gentile cortesia.

Cosimo Lacava

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