Piemonte orientale

Sindacato scuola: no al precariato dopo la ripresa

FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SnalsConfsal e Gilda Unams illustrano i provvedimenti da adottare per una riapertura in sicurezza.

Sindacato scuola: no al precariato dopo la ripresa
18 Maggio 2020 ore 13:18

I sindacati delle scuole auspicano sicurezza per il momento della riapertura degli istituti: sì alla presenza, con le dovute cautele, no alla precarietà.

Nuovi modi di lavorare

«Sono state quasi duecento le assemblee sindacali in modalità on line promosse oggi da FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SnalsConfsal e Gilda Unams, che hanno puntato i riflettori sulle problematiche legate all’emergenza in atto, alle modalità di svolgimento del lavoro imposte dal lockdown ma ancor più su quelle che caratterizzeranno la ripresa delle attività in presenza». Lo riportano i sindacati delle scuole. «Modi nuovi di lavorare che richiedono anche intese sindacali propedeutiche alle necessarie integrazioni della disciplina contrattuale, qualora si presentasse anche nel prossimo anno scolastico la necessità di ricorrervi».

A distanza

«Anche se costretti a seguire modalità a distanza, abbiamo promosso e reso possibile una vicinanza con le persone e tra le persone di cui tutti sentiamo quanto mai bisogno. Da questa emergenza si può uscire, oltre che con ingenti investimenti finanziari, solo rafforzando solidarietà e coesione, in questo senso il sindacato gioca un ruolo decisivo – proseguono – Dagli interventi è emerso un forte e diffuso desiderio di ritorno alle attività in presenza, insieme alla richiesta di poterlo fare con le dovute garanzie di tutela della salute e della sicurezza. Una tutela che riguarda il personale, ma si estende in generale agli alunni e di riflesso alle loro famiglie. Grande spazio anche ai temi del contrasto alla precarietà, in una situazione che impone di assicurare alle scuole risorse adeguate per gestire una ripresa delle attività condizionata dall’obbligo di osservare misure ancora indispensabili di cosiddetto “distanziamento sociale».

Cosa serve per ripartire

«Lavorare con gruppi più ristretti di alunni, assicurare l’assistenza e la sorveglianza necessarie, non si può certo fare a costo zero, servono più insegnanti e più collaboratori, almeno per qualche tempo.Servono presìdi sanitari di supporto e prevenzione e serve stabilità del lavoro – ribadisce Domenico Amoruso Segretario Generale della Cisl Scuola Piemonte Orientale – non è pensabile che una gestione complessa come quella che ci attende dal primo settembre, con tante regole e procedure da seguire scrupolosamente, si possa reggere senza avere tutte le risorse di personale stabilmente a disposizione: insegnanti, educatori, personale ATA, dirigenti scolastici e direttori dei servizi. Guai se ci ritrovassimo in quella fase con una marea di posti coperti precariamente, magari con le nomine ancora da gestire. Una situazione che va assolutamente evitata, così come è da escludere che possano svolgersi in presenza, nell’attuale fase di emergenza, le annunciate prove concorsuali».

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