Vercelli

Schiamazzi notturni: nasce il Comitato abitanti del centro

Dopo il lockdown, i residenti lamentano rumori fino a tarda ora tutte le notti, con conseguente disturbo del riposo.

Schiamazzi notturni: nasce il Comitato abitanti del centro
Vercelli e dintorni, 29 Giugno 2020 ore 09:58

Movida troppo rumorosa: tra gli abitanti del centro storico di Vercelli nasce un comitato.

La nascita del comitato

«Non è una sfida a nessuno, tantomeno alle forza dell’ordine, al Comune e soprattutto ai baristi, dei quali i vercellesi che intendono costituirsi in Comitato per il centro storico non solo sono clienti abituali, ma soprattutto in piena sintonia» chiariscono. Ma la situazione, spiegano, è grave: «Il fatto è che il dopo lockdown ha scatenato il popolo della notte, che sta dispiegando forse eccessivamente sopra le righe tutto ciò che si è tenuto dentro per due mesi: e ciò a scapito dei dei residenti in molte vie del centro: Verdi, Feliciano di Gattinara, Duomo, Gioberti, Foa, dei Mercati, corso Libertà, piazza Cavour, etc.».

Tutte le notti

«Insomma, non solo il venerdì e il sabato, come ci sarebbe da attendersi, ma anche tutte le altri notti, fino a tardi, in questa area del centro storico la notte si è trasformata in un incubo. Centinaia di giovani si ritrovano in strada, parlano ad altissima voce (come se fossero in pieno giorno, segno evidente di crassa maleducazione), giocano (anche a calcio), urlano, cantano, bestemmiano. E, ovviamente, impediscono ai residenti di dormire».

L’incontro

«Adesso questi ultimi hanno però deciso di non stare più zitti e si ritroveranno stasera (lunedì) alle 21, nel dehors del Bar Cavour, per esaminare iniziative e proposte da portare all’attenzione dell’amministrazione comunale e delle forze dell’ordine. Il Comitato non ha capi, portavoce, colorazioni politiche. Nasce grazie al tam tam dei social e si propone di riportare un po’ di serenità in una vasta area di Vercelli che nottetempo – siamo solo all’inizio dell’estate – diventa incontrollabile. Il tutto nel pieno rispetto dell’attività dei titolari di pubblici esercizi, la cui presenza funziona spesso da deterrente contro le intemperanze che si scatenano proprio quando i bar chiudono».

Le proposte

«Nessuno degli organizzatori di questo primo incontro perora norme da coprifuoco, ma il passaggio continuo di una (non dieci, non cento) pattuglia delle forze dell’ordine a partire dall’una, dalle due, fino alle prime ore dell’alba in un’area che non è poprio così vastissima, questo sì. E magari, riferendosi al Comune, l’utilizzo non solo “una tantum” delle pattuglie dei vigili anche di notte. Nel primo incontro del nascente Comitato verrà affrontato anche il problema dei Self Shop 24 Hours, perennemente pieni di giovani, tutti senza mascherina, nonostante siano ancora in vigore le norme anti-Covid. Nonostante i cartelli di divieto, ogni notte queste anguste strutture di bibite e merendine sono pericolosamente affollate perché, com’è ovvio, i cartelli e telecamere sono un deterrente assai debole».

La testimonianza

«Una nottata d’estate, per fortuna un’arietta fresca entrava nella stanza dalla finestra aperta. Così mi sono addormentato. La sveglia poco dopo la mezzanotte, sembrava che in strada cifosse un reggimento… Erano ragazzi che vociavano, gridavano. Ma tutto sommato nulla di straordinario, se la tua camera da letto si affaccia su via Sant’Ugolinaed è sabato notte.Poi verso l’una e trenta grida e cori, con una specie di gara a chi tirava la bestemmia più sonora. E poi ancora urla e risa, e intanto la “processione”si spostava, sempre gridando a squarciagola. Tutti ragazzi e ragazze, dalle voci nemmeno ventenni, e diversi pure belli carichi di alcool. Ho pensato che fossero usciti da qualche cena per la fine della scuola. Sono andati avanti un bel po’. Poco più tardi, forse intorno alle due, di nuovo gazzarra e assembramento, grida e battute ad alta voce, ma ad un certo punto una ragazza ha cominciato ad urlare come se fosse aggredita, uno scatto d’ira che è durato cinque, dieci minuti. Uno scherzo andato male? Una battuta salace? Alla fine, dopo un’ulteriore “ronda”di schiamazzi, verso le tre di notte ho ripreso sonno. Da anni non sentivo nulla del genere. E’ evidente che lasciar fare non è educativo. I ragazzi è giusto che si divertano e magari rompono un po’… Ma qui siamo a livelli beceri e violenti, qualcosa va fatto». Gian Piero Prassi

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