Santuario del miracolo: una botanica riporta il "brisulin"

Nel 1742 una pianta fiorì inaspettatamente nel pieno dell'inverno.

Santuario del miracolo: una botanica riporta il "brisulin"
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Santuario del miracolo di Pertengo: l'antica storia dell'inattesa fioritura in inverno.

Santuario del miracolo a Pertengo

Forse non tutti conoscono la storia del Santuario di Pertengo. La racconta il giornalista e studioso di realtà locali Giovanni Barberis, che ci ha inviato questa tradizione della nostra Bassa e che ringraziamo. Nel pomeriggio di domenica 25 agosto sarà tempo della tradizionale processione al Santuario dedicato alla Vergine d’Oropa, in piena campagna, sulla strada verso Costanzana. La preziosa statua lignea della Madonna Nera verrà portata in corteo verso le 17, come ogni anno, partendo dalla Chiesa parrocchiale, dopo la funzione religiosa.

La fioritura

La storia è stata raccontata in “Vercelli Sacra”, un libro che don Riccardo Orsenigo pubblicò nel 1909, dopo aver setacciato tutti gli archivi della Diocesi vercellese, paese per paese. A Pertengo, tutto nacque da un prodigio che avvenne nella mattina del 2 febbraio del 1742 quando gli abitanti del piccolo paese si resero conto, stupiti, che “alcuni spineti non solo verdeggianti, ma con i loro frutti maturi” erano fioriti fuori stagione accanto ad una cappelletta risalente al XVII secolo, già dedicata alla Madonna Nera d’Oropa. Il “brisulin”L’arbusto fiorito in pieno inverno fu identificato come un “brisulìn”, termine dialettale del biancospino… E si gridò al miracolo… anche se bisognò attendere la conferma… che miracolo fosse. Il prodigio del “brisulìn”, che di solito sboccia nella tarda primavera, e che in questo caso era germogliato nel rigore della cattiva stagione, fu confermato dai canonici lateranensi di Sant’Andrea, dopo aver vagliato una dettagliata relazione di don Cerretti, prevosto di Stroppiana che aveva ricevuto l’incarico di occuparsi del caso dal cardinal Ferreri. Così in quel luogo, nel 1747, i fedeli edificarono un Santuario per ricordare l’evento. Restaurata in due periodi diversi, nel 1877 e nel 1944, la chiesa campestre mantenne la sua struttura barocca.

Il ritorno del fiore

Ora nei pressi di questa chiesa dedicata alla Madonna Nera d’Oropa, i “brisulìn” biancospino, non ci sono più e, proprio per questo, alla ricerca sul territorio di tale pianta si è messa l’esperta in botanica Giuseppina Franco di Pertengo, che ha trovato alcuni arbusti della pianta, sulle rive della Marcova, accanto alla spalletta di un ponte di ferro che porta verso un antico cascinale… L’arbusto verrà trapiantato accanto al Santuario, così come esisteva al tempo del prodigio. «Per andare alla ricerca del ‘brisulin’ - spiega Giuseppina - mi sono bastati un pomeriggio senza temporali e la mia bicicletta per percorrere le strade campestri che si trovano tra il Santuario della Madonna Nera e la Marcova, il corso d’acqua che segna il confine tra Pertengo e Rive. Ho trovato una bella vegetazione spontanea, come capita in tutta la pianura coltivata a riso, con tante specie di arbusti che crescono sui bordi di fossi e torrenti. Raggiunto il ponte di ferro, ormai in disuso, sulla Marcova, ho visto il biancospino. Al di fuori delle piante che crescono spontanee ho notato che sono ritornate le libellule, che in questi anni sembravano scomparse! E parlando ancora del ‘brisulin’: a maturazione completa, provvederemo a raccogliere i frutti anche per la semina accanto al Santuario». Ed infine conclude, sorridendo: «Poi... se fioriranno in pieno inverno... ritorneremo a gridare al miracolo». L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo da don Gianfranco Brusa, parroco di Asigliano e Pertengo e ha trovato d’accordo anche il sindaco Giovanni Mazzeri. In questi giorni, con Giuseppina Franco, verrà trovato il luogo più idoneo vicino al Santuario, dove saranno sistemate le piantine di “brisulìn”.

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