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Lutto

Ricordi di Mino Gallazzo tra dischi e sci

Abbiamo perso un altro grande personaggio della vita cittadina, in tanti lo piangono.

Ricordi di Mino Gallazzo tra dischi e sci
Cronaca Vercelli e dintorni, 16 Marzo 2021 ore 15:30

Con Mino Gallazzo se ne va un altro pezzo dei ricordi della nostra generazione e anche questa volta se ne va troppo presto. Imprenditore di successo molto apprezzato e molto noto a Vercelli per le attività legate alla musica prima, alla telefonia dopo, aveva, seppur giovanissimo, introdotto e sviluppato un concetto innovativo di commercio della musica. Un punto di riferimento per decenni e uno sviluppo di idea di business intelligente e pratico.

Il suo ruolo nello sci vercellese

Mino Gallazzo ha anche legato il proprio nome e quello del suo papà, anch’egli scomparso prematuramente, allo sci vercellese quando nel 1974, in piena austerity, organizzò una gara di slalom gigante intitolata proprio al papà. Lo sci in quegli anni era uno sport popolarissimo, ma era stato massacrato dall’austerity: chi sciava per divertimento era costretto a notevoli sforzi organizzativi per godersi le piste la domenica o il fine settimana. Il trofeo aveva dato un po’ di allegria e di toni nuovi alle gare tipicamente cittadine: organizzazione SLIA, un trofeo enorme, coppe e medaglie ma anche dischi, dell’epoca, non rimanenze di magazzino. Una buona occasione per divertirsi, come nel 1976 quando a Gressoney non c’era neve e il trofeo fu organizzato ugualmente sul campetto in due manches, perché “non si mollava mai”, oppure nel 1977 quando Franco Romano, bravissimo sciatore, poi diventato bravissimo maestro di sci si portò a casa il trofeo da giovanissimo. Noi ragazzini guardavamo con ammirazione quel giovane uomo, gentile ed educato con tutti, che aveva pochi anni più di noi ma che gestiva un’attività imprenditoriale di successo e soprattutto “aveva una gara tutta sua”.

Gianni Gandolfi

Quel meraviglioso “Angolo Blu”

Come tantissimi altri tra la fine dei Settanta e l’inizio degli Ottanta “Angolo Blu” di Gallazzo era il tempio dei dischi e un punto di riferimento per chi cercava l’ultimo “45” o LP, di qualunque genere musicale, ci si andava per vedere le novità in uscita, magari per ascoltare qualche canzone. Ho passato tanto tempo fra quegli scaffali a scorrere copertine rutilanti, spesso veri capolavori di arte e design. Grazie a Mino Gallazzo tantissimi vercellesi hanno costruito la loro cultura musicale. Non l’avevo conosciuto bene di persona, solo saluti, ma il suo “Angolo Blu” chi lo può dimenticare?

Gian Piero Prassi

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