Cronaca

Ricercato in tutta Europa arrestato a Vercelli

Il rumeno aveva appena picchiato la compagna

Ricercato in tutta Europa arrestato a Vercelli
Cronaca Vercelli e dintorni, 16 Agosto 2018 ore 14:34

Era ricercato in tutta Europa per reati contro il patrimonio commessi in Romania. Lo hanno beccato a Vercelli dopo che aveva picchiato a sangue la sua donna. In manette la mattina del 14 agosto. L'operazione è stata brillantemente condotta dalla Polizia di Vercelli.

Ricercato in tutta Europa. Preso dalla Polizia in città

Brillante operazione della Squadra Volante della Questura di Vercelli che la mattina del 14 agosto, nel corso dell’attività di controllo del territorio, ha arrestato un rumeno ricercato in tutta Europa. La polizia veniva allertata la vigilia di Ferragosto da un cittadino che segnalava la presenza di una giovane donna in stato confusionale che, in lacrime e scalza, girovagava per la città. Giunti in corso Prestinari, gli operatori di polizia fermavano la donna, poco vestita e fortemente agitata, anche per l’assunzione di alcool, che diceva di volersi recare alla stazione ed andare a Torino. Proprio per le precarie condizioni, la donna era costretta a sedersi a terra tant’è che, nel corso dell’ennesima caduta, si riscontravano evidenti graffi sul collo che lasciavano presumere che fosse stata vittima di un’aggressione. Allertato il personale medico, la Squadra Volante procedeva, con non poche difficoltà, a soccorrere la donna che, dopo gli accertamenti medico-sanitari, veniva condotta in Questura per l’identificazione. La ragazza, una giovane di nazionalità rumena di ventisette anni, risultava convivere con un connazionale ricercato in tutta Europa per numerosi reati contro il patrimonio commessi in Romania. Grazie alla repentina ed efficace attività di osservazione e di pedinamento, la Squadra Mobile della Questura di Vercelli riusciva ad individuare l’appartamento di residenza dei due conviventi e ad arrestare l’uomo, che doveva scontare una pena complessiva di tre anni e otto mesi di reclusione. Solo dopo l’accompagnamento in carcere del convivente, la donna ha chiarito che, dopo un’animata lite avvenuta per futili motivi, aveva fortemente bevuto e, nonostante fosse vestita in modo succinto, aveva deciso di allontanarsi da casa, lasciando il proprio bimbo di cinque anni affidato ad una conoscente.

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