Novara

Psico-setta di Novara: dettagli inquietanti

La vita delle vittime sarebbe stata completamente pilotata dal leader e dalle collaboratrici.

Psico-setta di Novara: dettagli inquietanti
20 Luglio 2020 ore 12:05

Emergono dettagli sempre più inquietanti sull’operazione che ha portato alla luce una psico-setta a Novara. Vi hanno preso parte, fra i tanti reparti di polizia impegnati, anche gli agenti della Squadra Mobile di Vercelli.

“Il dottore”

Secondo le indagini degli inquirenti, il leader della setta sarebbe un uomo oggi 77enne che veniva chiamato “il dottore” oppure semplicemente “lui”: alle adepte, come ha raccontato una bambina vittima, non era permesso nominarlo con il suo nome. Lo riporta Prima Novara. L’uomo avrebbe poi avuto una serie di “collaboratrici”, fra cui delle psicologhe.

Scuole e negozi

La setta avrebbe potuto contare anche su diverse attività commerciali per “reclutare” le vittime, fra cui delle scuole di danza e alcune erboristerie. A finire nel mirino del gruppo erano soprattutto ragazze giovani, addirittura a volte bambine. Il leader avrebbe deciso cosa dovessero studiare e dove dovessero lavorare. Appoggiandosi alle attività commerciali legate alla setta, sarebbero riusciti così a isolarle ulteriormente.

Torture e reati sessuali

Con il pretesto di introdurle alla filosofia della setta e a “pratiche magiche”, le adepte sarebbero state sottoposte a pratiche sessuali spesso estreme e dolorose, inquadrabili come vere e proprie torture. Le vittime, naturalmente, subivano danni psicologici gravissimi. Nessuno era al sicuro nel momento in cui veniva “prescelta”: anche persone di alto livello culturale e apparentemente prive di condizionamenti esterni erano a rischio. Per ottenere donazioni generose, nel mirino sarebbero finite spesso persone particolarmente benestanti.

La storia

Gli inquirenti hanno appurato che le origini della setta risalgono alla metà degli anni Ottanta, con la fusione di due gruppi. La sede principale è in provincia di Novara, luogo di dimora abituale del leader. Da qui avrebbe diretto anche a distanza le vite delle “adepte”.

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