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Campagna a rilento

Pensionati Confartigianato Piemonte: “Troppo pochi anziani vaccinati, la Regione si dia una mossa”

Mentre Cirio continua a parlare di 20,000 dosi al giorno e scarica le colpe sul governo.

Pensionati Confartigianato Piemonte: “Troppo pochi anziani vaccinati, la Regione si dia una mossa”
Cronaca 31 Marzo 2021 ore 17:03

Adriano Sonzini (Presidente dei pensionati ANAP Confartigianato Piemonte Orientale e vicepresidente nazionale vicario) suona la sveglia alla politica, in particolare a quella piemontese perché acceleri sui vaccini agli anziani.

“Ci appelliamo dice Sonzini – al senso di responsabilità dei politici per mettere al sicuro la popolazione maggiormente esposta al contagio attraverso un piano vaccinale più veloce e organizzato. I trasferimenti forzati da una casa di riposo all’altra sono l’altra faccia della pandemia”

“Gli anziani pagano un pesante prezzo”

“Gli anziani continuano a pagare un tributo troppo elevato, in termini di vite umane, a causa della pandemia. Il piano di vaccinazione, tenuto conto della volontà del Governo, si sta lentamente potenziando grazie anche all’intervento del Premier Mario Draghi che ha tenuto a sottolineare alle Regioni l’insufficiente attenzione per gli anziani, molti dei quali in attesa di essere vaccinati e che dunque continuano ad essere sempre i più esposti”.

Vaccinazioni over 80 completate solo per il 21%

E’ questo il pensiero di ANAP Confartigianato Piemonte Orientale, l’Associazione dei pensionati di Confartigianato: “Da tempo evidenziamo l’esigenza di tutelare gli over 80 e le persone con età compresa tra i 70-79 anni ovvero la parte di popolazione più fragile ed esposta – afferma iSonzini – Dai dati disponibili emerge che in Italia sono ancora 8 milioni gli anziani da vaccinare, in Piemonte gli over 80 che hanno ricevuto la prima dose del vaccino sono il 52,36%, mentre il 21,97% ha ricevuto entrambe le somministrazioni, con un 47,64% che è in attesa ancora della prima dose. Se invece si guarda alla fascia 70-79 anni della popolazione da vaccinare i numeri precipitano: in Piemonte, dati di domenica 28 marzo, solo il 2,76% (il 5,81% in Italia) ha ricevuto la prima dose e il 2,22% ha ricevuto entrambe le somministrazioni.

“Ci appelliamo -riprende Sonzini – al senso di responsabilità dei politici per mettere al sicuro la popolazione maggiormente esposta al contagio attraverso un piano vaccinale più veloce e organizzato. Se si guardano gli esigui numeri relativi alle vaccinazioni effettuate sulla fascia di popolazione tra 70-79 anni non nascondiamo la nostra preoccupazione e la paura che il virus possa essere loro trasmesso.”

“Perché tutti questi trasferimenti di Rsa?”

“Un altro aspetto che ci preme evidenziare – continua Sonzini – sono i trasferimenti repentini e forzati da una casa di riposo all’altra che si stanno verificando in alcune RSA del Piemonte con un preavviso temporale minimo e nessuna possibilità di scelta. Vogliamo inoltre capire se gli anziani trasferiti hanno rispettato i giorni di quarantena utili per scongiurare un eventuale contagio. La lotta al virus COVID-19 si deve fare sul campo con atti finalizzati, veloci e chiari che rassicurino i cittadini sulla volontà delle istituzioni di essere efficaci ed efficienti”.

Circio chiede a Roma “Più fiale e meno fogli”

“Meno fogli e più fiale”: si può riassumere intanto così l’appello che il Piemonte ha lanciato al Governo. A farsene portavoce personalmente il presidente della Regione Alberto Cirio, che si è recato a Roma martedì 30 marzo per la giornata di incontri sulle priorità e le esigenze del Piemonte rispetto al piano vaccinale. Presente al suo fianco anche il vicepresidente Fabio Carosso.

Dopo l’incontro con il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, nel pomeriggio il presidente Cirio si è confrontato con il generale Figliuolo e la Struttura Commissariale del Governo per analizzare in modo specifico la situazione piemontese.

Il tema delle forniture

In testa il tema delle forniture dei vaccini. La Struttura Commissariale ha potuto constatare da parte del Piemonte una capacità quotidiana di somministrazione che ha ormai raggiunto le 20 mila dosi.

Un obiettivo target che risente però inevitabilmente della disponibilità dei vaccini e può oscillare, come già successo negli ultimi giorni, a causa della scarsa giacenza di dosi. Un esempio concreto ieri, giornata in cui per i vaccini Pfizer si è raggiunto il 100% delle somministrazioni rispetto alle dosi totali ricevute. Una carenza compensata in parte oggi con l’arrivo della nuova fornitura nell’arco della giornata.

“Vogliamo potenziare la capacità vaccinale”

L’obiettivo del Piemonte è non solo di garantire la capacità vaccinale attuale, ma di poterla potenziare. Al momento le consegne previste per il mese di aprile non permettono però al Piemonte di superare le 20 mila somministrazioni al giorno. L’obiettivo della Regione è di arrivare a 30 mila per la metà di aprile, per questo il presidente Cirio ha chiesto una fornitura aggiuntiva di 10 mila dosi al giorno a partire dal 15 aprile, con la prospettiva di arrivare per il mese di maggio a 40 mila somministrazioni quotidiane, che rappresenterebbero l’8% delle 500 mila che la struttura commissariale del Governo si è data come obiettivo a livello nazionale.

Il generale Figliuolo verrà in Piemonte

«Il generale Figliuolo si è mostrato disponibile ad approfondire questa nostra richiesta – commenta il presidente Cirio -. Lo ringrazio perché è stato un incontro caratterizzato da pragmatismo e concretezza, gli elementi necessari a dare una svolta. Apprezziamo la semplificazione che è stata avviata con il nuovo modulo per il consenso informato, ridotto a due pagine, un impegno sul quale è importante insistere. Abbiamo anche illustrato al Generale il lavoro impostato con il sistema sanitario privato che ci consentirà di ampliare i 137 punti vaccinali pubblici con altri 55 centri vaccinali privati, oltre alla sinergia con le farmacie e gli oltre 820 medici di famiglia per la somministrazione dei vaccini presso i loro studi. Dall’8 aprile daremo il via anche alle preadesioni della fascia 60-69 anni. Abbiamo chiesto inoltre di poter vaccinare i nostri maturandi, per consentire un loro ritorno in classe almeno in questo momento così delicato del loro percorso scolastico. Parliamo di 35 mila vaccini che saremmo in grado di somministrare subito e su questa possibilità il generale Figliuolo si confronterà con il presidente Draghi. Il Piemonte sta ben operando ed è una delle grandi regioni con le performance migliori, ma abbiamo bisogno di certezze».

Il generale Figliuolo ha sottolineato l’importanza degli approvvigionamenti con cui si concluderà il primo trimestre, pari a circa 2,8 milioni di dosi a livello nazionale, che sono preludio degli 8 milioni di vaccini in arrivo nel mese di aprile per l’Italia.

L’incontro è stato anche l’occasione per programmare una visita in Piemonte del generale Figliuolo subito dopo Pasqua, tra il 12 e il 18 aprile, in particolare per un sopralluogo nei possibili grossi hub vaccinali di Torino: l’Allianz Stadium, il Valentino e il Lingotto.

Ma dove le vede Cirio queste 20.000 dosi?

Nello stesso comunicato della Regione Piemonte sull’avanzamento della campagna vaccinale si parlava che nella giornata di martedì sono state vaccinate poco più di 16.000 persone, la memoria ci potrà ingannare ma non ci sembra di aver visto mai un totale di 20.000 inoculazioni. Contraddirsi nel giro dello stesso comunicato stampa è un brutto segnale che viene dalla Regione, come se il Presidente non sapesse qual’è la realtà dei fatti. Ci saranno certo concause in tutto ciò, ma siamo sicuri che la Regione Piemonte sta facendo davvero tutto il possibile?

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