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Nomadi fanno i bisogni in paese: “uno schifo”

Incredibile evento denunciato dai cittadini accaduto alcuni giorni fa.

Nomadi fanno i bisogni in paese: “uno schifo”
Cronaca Vercellese, 13 Aprile 2021 ore 11:17

Nella foto l’eloquente volantino affisso dai cittadini di Ghislarengo

Lasciano le loro deiezioni in cortili privati, dietro la chiesa e al parco giochi dopo il funerale. Non si tratta di animali ma di umani. Ed è questo a fare notizia e a inorridire in molti, soprattutto gli abitanti di Ghislarengo che si sono trovati a fare i conti con una brutta sorpresa. Nei giorni scorsi infatti è accaduto qualcosa di incredibile. Al termine di una cerimonia funebre, gli invitati sono “andati di corpo” in giro per il paese.

Nessun rispetto

«Dopo il funerale di una nomade – spiega il sindaco Martina Rinolfi – che ha richiamato non pochi partecipanti, anche da fuori paese, molti di loro hanno defecato dietro al Comune, vicino al campo da tennis e persino nei cortili di abitazioni private. Insomma, una cosa assurda, non rispettosa di nessuno, e disgustosa».

Potenziamento della videosorveglianza

A pulire ed eliminare i bisogni è stato il cantoniere, nelle aree pubbliche. «Non calcoliamo gli odori che si sono creati in alcune zone del paese – prosegue il sindaco – tra l’altro in quei giorni non aveva neanche piovuto, quindi lascio immaginare l’olezzo… Ho comunque provveduto a contattare il parente della defunta per avvertire di quanto è avvenuto». Gli incivili non sono stati “beccati” sul misfatto. «Si sono mantenuti in aree dove non ci sono le telecamere quindi non è stato possibile risalire – prosegue Rinolfi -. Proprio per questo abbiamo intenzione anche di potenziare il sistema di videosorveglianza».

Cartelli esaustivi

La vicenda ha schifato moltissime persone, tanto che sono stati affissi dei cartelli particolarmente
esaustivi, in giro per il paese. «Prima di tutto condoglianze poi, ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno ca**** liberamente all’interno del parco giochi, nelle aiuole, e pisciato nei portoni e su tutti i muri dell’intero paese redendolo invivibile. Il rispetto non è questo, chiedetelo ai vostri genitori arrivati qui quarant’anni fa e che oggi si vergognerebbero di voi e del vostro comportamento». In merito a questo messaggio Rinolfi evidenzia: «Non è stata l’amministrazione a scrivere questi fogli – conclude -. I fogli affissi in paese sono stati parecchi come molteplici sono state le lamentele. Ci auguriamo che non si ripetano più vicende simili…».