Morto Sicheri l’enologo aveva 75 anni

Era un'autorità a livello mondiale.

Morto Sicheri l’enologo aveva 75 anni
Vercelli e dintorni, 03 Novembre 2017 ore 21:15

Morto Giuseppe Sicheri l’enologo aveva 75 anni.

Morto Sicheri

Tragedia a Vercelli. Giuseppe Sicheri enologo di fama mondiale, già preside dell’Istituto Agrario è morto per emorragia cerebrale all’Ospedale Sant’Andrea nel pomeriggio di venerdì 3 novembre.

Il “professore” era un amico di Notizia Oggi Vercelli e lo ricordiamo con affetto. Era venuto proprio pochi giorni fa a portarci la sedicesima edizione del “Libro completo del vino” edito da Deagostini. Una vera bibbia che resterà certamente nella sua eredità di grande e raffinato intenditore non solo di vini ma anche della fatica e dell’ingegno che stanno dietro alla vinificazione.

Un uomo di grande cultura e con una classe da altri tempi

Sicheri ha lasciato un segno indelebile nella vita della nostra città. Con i suoi libri sul vino, con la sua carriera scolastica, ma soprattutto con il suo stile. Nonostante le tante primavere il professore aveva ancora una forma invidiabile e una bellezza oggettiva che esaltava il suo modo di vestire signorile. Destava indubbio piacere incontrarlo a passeggio per la città, impeccabile nel suo loden e col “Borsalino”. Nel dialogo era impareggiabile: lo stile severo da professore si stemperava nella sua ironia e nel suo tono di voce dolce. La sua cultura era praticamente sterminata. E non solo riguardo al mondo dell’enologia.

L’orgoglio di essere “Ciudin”

Sicheri era un “Ciudin” e non mancava mai alle riunioni del sodalizio degli ex allievi dell’Ospizio dei Poveri di via Garrone. Domenica 8 ottobre, giorno del raduno annuale, era presente accanto ai suoi amici di sempre. Sorridente e orgoglioso. Sul giornalino dell’associazione aveva appena scritto un bellissimo ricordo dei ragazzi che erano saliti in cielo, Angelo Coppo, Arnaldo Camiani, Giorgio Croce e Italo Boroni. Parole di una dolcezza unica, scevre da retorica e pregne di affetto. “Italo era il più buono e il più amabile. Era buono come pochi. Non fece mai a pugni. Forse  fu l’unico…”.

Il legame con il nostro giornale

Lo racconta il nostro direttore Daniele Gandolfi: “Sicheri aveva una simpatia particolare per Notizia Oggi. Iniziò a frequentare la redazione quando ancora eravamo nella piccola sede di via Petrarca al piano rialzato. Si fermava volentieri a scherzare con noi e mi prendeva regolarmente in giro perché sono astemio. Spesso telefonava per complimentarsi delle nostre inchieste e non mi faceva mai mancare il suo apprezzamento per la linea giornalistica che avevo dato al nostro settimanale. Lo incontrai l’ultima volta al raduno dei Ciudin e mi salutò con affetto anche se non mi aveva subito riconosciuto. Qualche giorno fa venne in redazione per portarci l’ultima edizione della sua enciclopedia sul vino. Ero fuori per un servizio e non ho potuto salutarlo. Non potevo pensare che sarebbe stata l’ultima volta… Ciao Professore. Non ho mai voluto darti del tu. Lo faccio ora con la tristezza nel cuore. Mi mancherai. Ci mancherai”.

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