Un grande sforzo

Moncrivello: raddoppiano i posti Covid al Trompone

Ci andranno i malati dimessi dalla terapia intensiva. In tutto 44 letti a disposizione.

Moncrivello: raddoppiano i posti Covid al Trompone
Vercellese, 20 Novembre 2020 ore 14:38

I “Silenziosi Operai della Croce” che gestiscono la nota clinica riabilitativa al Santuario del Trompone di Moncrivello, che erano già in prima linea nel sistema di reparti Covid annunciano di aver raddoppiato la disponibilità di letti.

Infatti, presso il Centro di recupero e riabilitazione funzionale “Mons. Luigi Novarese” di Moncrivello, da mercoledì scorso, 18 novembre, in seguito al provvedimento dell’ASL di Vercelli, territorialmente competente, e in ottemperanza alla delibera di giunta regionale, sono diventati 44 i posti disponibili che inizialmente erano 20.

“Un aiuto importante per il territorio”

“È un ulteriore aiuto importante per il nostro territorio – ha sottolineato il Direttore Generale dell’Asl di Vercelli Angelo Penna –. In questo momento le sinergie sono fondamentali e solo facendo squadra potremo trovare soluzioni e alternative per riuscire a gestire al meglio le risorse disponibili”.

“E’ stato un gesto naturale”

“Dopo aver ospitato ammalati Covid in via di guarigione da aprile a giugno scorso, abbiamo deciso di mettere nuovamente a disposizione la nostra struttura per questa difficile emergenza di sanità pubblica. E’ apparso a tutti noi un gesto naturale perché ci sentiamo parte integrante di questo territorio e del servizio di assistenza sanitaria vercellese e piemontese a cui va il nostro supporto in questo momento così delicato”, spiega la direttrice sanitaria Pierangela Cavallino.

“Consapevoli dell’importanza di mantenere aperti i nostri servizi agli utenti e forti dell’esperienza della primavera scorsa, abbiamo deciso di continuare a offrire all’utenza le tradizionali prestazioni ambulatoriali in totale sicurezza. Ci siamo infatti nuovamente riorganizzati al nostro interno, sulla base delle precise indicazioni fornite dalla ASL di Vercelli e dalla normativa regionale vigente, per la separazione dei percorsi e assicurare ancora di più la massima tutela di tutti”, prosegue Cavallino.

Ci andranno i malati dimessi dalla terapia intensiva

Il due reparti che ospitano i pazienti positivi al Covid-19 dimessi dai reparti di terapia intensiva e non curabili adeguatamente a domicilio, è infatti del tutto separato dagli ambulatori in cui vengono effettuati gli esami di radiodiagnostica, i trattamenti riabilitativi e dai locali che percorrono gli utenti. Gli utenti dei servizi ambulatoriali, una volta entrati dall’ingresso principale, sono accolti da una postazione di triage in cui un operatore misura loro la temperatura, verifica che abbiano la mascherina, si sanifichino le mani e li sottopone a un questionario per monitorarne lo stato di salute. Gli ingressi sono contingentati, gli ambulatori vengono sanificati dopo ogni visita o esame diagnostico e tutti gli operatori sono forniti di dispositivi di protezione individuale (DPI).

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