Cronaca

Luigi Bobba ricoverato ad Aosta in seguito a un incidente in montagna

Luigi Bobba ricoverato ad Aosta in seguito a un incidente in montagna
Vercelli e dintorni, 26 Agosto 2020 ore 09:47

Luigi Bobba ex sottosegretario al Lavoro e al Welfare del Pd, ex vice presidente nazionale delle Acli è stato ricoverato all’ospedale di Aosta domenica scorsa in seguito a una caduta in montagna, mentre insieme ad altri compagni stava raggiungendo la Capanna Margherita della Punta Gnifetti.

Nessun grave conseguenza, entro un pio di giorni sarà dimesso, con dichiara lui stesso sui social e dove h raccontato la su “avventura”:

«Ho atteso 48 ore prima di scrivere qualche pensiero sulla caduta che mi è capitata sul ghiacciaio del Gastelet a pochi passi dal rifugio Gnifetti situato a 3647 m, base di partenza per la Capanna Margherita , situata sulla Punta Gnifetti a 4554 m. Il più alto rifugio d’Europa. Volevo vedere la ristrutturazione della Margherita completata proprio in questo agosto a 40 anni dall’ultimo intervento. E poi il desiderio di Carlo e di Fabrizio e Mariachiara Zeri di salire per la prima volta alla Margherita, mi aveva spinto a programmare un’ascensione che avevo già fatto diverse volte. E invece lì sul ghiacciaio del Gastelet l’imponderabile o la distrazione mi hanno fatto scivolare sul ripido ghiacciaio ormai pieno di detriti per via dello scioglimento. Eravamo saliti fin lì ridendo e scherzando con Mariachiara, Fabrizio e Carlo salendo le roccette prima del ghiacciaio. Felici di poter fare questa ascensione. E invece, manco fossi un principiante e non uno che è salito da quando avevo 20 anni su tutte le nostre belle montagne – Bianco, Rosa, Cervino, Granparadiso e tante altre – sono scivolato per più di 50 m in un tratto esposto ma non particolarmente difficile.

I ringraziamenti

Devo dire grazie al mio Angelo Custode, o alla Madonnina dei ghiacciai situata al Rifugio, che hanno guardato dalla parte giusta evitandomi guai peggiori. E poi grazie alle guide, prontamente scese dal rifugio, che hanno chiamato subito l’elicottero e agli operatori del Soccorso Alpino che in poco tempo mi hanno trasferito in sicurezza al reparto di Medicina di urgenza dell’ospedale di Aosta, dove oggi mi trovo, e dove sono stato curato con professionalità e umanità. E grazie a mia moglie Ornella e alle mie due figlie Arianna e Giuliana che, da vicino e da lontano, mi hanno aiutato superare lo spavento e il trauma della spaventosa caduta.

La passione non lo fermerà

Sicuramente continuerò a salire le nostre meravigliose montagne, ma l’incidente, per fortuna senza gravi conseguenze (scherzando dico non ho nulla rotto, ma sono tutto grattugiato), mi ha insegnato a raddoppiare la prudenza e l’attenzione alla sicurezza. Ma la passione per la montagna non si spegne . È una passione vitale che spero di poter ancora a lungo coltivare”.

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