La Passione di Sordevolo a Santhià

La Compagnia dell'Armanàc organizza la serata martedì 21 gennaio alle 21 in Biblioteca.

La Passione di Sordevolo a Santhià
Santhià, 12 Gennaio 2020 ore 09:44

La Passione di Sordevolo a Santhià. La Compagnia dell’Armanàc organizza la serata martedì 21 gennaio alle 21 in Biblioteca.

La Passione di Sordevolo a Santhià

La Passione di Sordevolo ritorna al centro dell’attenzione. Uno spettacolo di teatro corale popolare più che sacra rappresentazione, una manifestazione unica al mondo per le sue dimensioni e per la quantità di repliche che, dopo cinque anni, torna a proporsi al pubblico nazionale e internazionale.
E’ un’occasione per il piccolo centro di Sordevolo adagiato nelle prealpi biellesi di allargare l’interesse alle sue notevoli risorse culturali e paesaggistiche.

Le origini

Anche per questa operazione di promozione è stata redatto un volume illustrato a metà tra il saggio e la guida, con ampia trattazione della storia della Passione, le cui origini risalgono al Quattrocento e che si replica con una certa continuità dall’Ottocento, nonché del complesso e curioso iter che porta alla sua messa in scena. Ampio spazio è riservato alla descrizione di architetture, storia, tradizioni, specialità culinarie di un territorio, quello di Sordevolo, da rivalutare, considerato che in passato fu oggetto di un importante flusso di soggiorni estivi, al punto che, nella prima metà del secolo scorso, era meta di vacanza da parte di insigni figure della cultura italiana, come Benedetto Croce, Cesare Pavese, Leone Ginzburg, Norberto Bobbio, Lalla Romano, l’editore Frassinelli e altri. Questo gruppo di intellettuali antifascisti, negli anni Trenta e Quaranta, si davano appuntamento presso la Villa delle Punte, appartenente al poeta e politico Franco Antonicelli, costituendo un “collettivo spirituale e morale”,
baluardo delle coscienze in tempi difficili.
La guida, edita da Botalla di Biella (“Sordevolo, dove la Passione opera”, cm. 22×22, pagg. 216, 20 euro,
con abstract in lingua inglese) è stata curata dalla giornalista torinese, esperta di arte e storia, Carla
Gutermann e redatta nella sezione antropologica da Luigi Zai, mentre la parte più consistente, relativa alla descrizione del territorio, da Marco Roggero, entrambi santhiatesi, anche se da poco emigrati in area biellese. Le 250 fotografie sono opera di dieci fotografi, anche se la maggior parte scattate da Marco Roggero, mentre quelle relative allo spettacolo dallo studio Perini.

Appuntamento santhiatese

A Santhià, come presto in altri centri del Piemonte, verrà raccontata anche con l’ausilio di immagini, la
Passione nei suoi aspetti più sensazionali e anche curiosi, la complessa macchina organizzativa, il
casting, il back stage e soprattutto lo speciale “microclima” che coinvolge l’intera comunità in una sorta
di fusione e quindi di ricostituzione di ruoli e appartenenze che fanno di questa rappresentazione corale
davvero un fenomeno socio-antropologico che si riscontra solo in minima parte e per breve periodo in
altre manifestazioni tradizionali della Penisola.
Il tutto in vista di ritrovarci ad assistere allo spettacolo nel corso di una delle trentasei repliche,
comprendendo le quattro recitate dai bambini e magari di soffermarci ad apprezzare la bellezza e la
tranquillità che avvolge il borgo e il paesaggio sordevolese.

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