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«In coma dopo il vaccino»: è una bufala

Al centro, suo malgrado, della fake news un tecnico radiologo e consigliere comunale di Torino.

«In coma dopo il vaccino»: è una bufala
Cronaca 04 Gennaio 2021 ore 11:09

Andrea Russi, tecnico radiologo e consigliere comunale di Torino, l’ultimo giorno dell’anno ha ricevuto il vaccino contro il covid19. Sui social network, in seguito, è circolata la notizia secondo cui sarebbe andato in coma e ricoverato in rianimazione. Niente di vero: solo una fake news. Lo riporta Prima Chivasso.

«In coma dopo il vaccino»: la bufala

Il tecnico radiologo Andrea Russi, di Torino, è stato fra i sanitari che il 31 dicembre hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti-covid19. Il tecnico ha pubblicato una foto e un messaggio sul suo profilo Facebook. Dopo qualche ora, però, la foto ha iniziato a circolare sui social network corredata da un messaggio preoccupante: Russi, diceva, sarebbe entrato in coma dopo avere ricevuto il vaccino e sarebbe stato ricoverato nel reparto di rianimazione. Ma non era vero.

La smentita

A smentire la voce è stato lo stesso protagonista, con un altro messaggio su Facebook: «Questa mattina, dopo aver ricevuto decine di chiamate e di messaggi relativi al mio stato di salute (a proposito, grazie a chi si è preoccupato per me), ho scoperto, mio malgrado, di essere caduto nella rete del complottismo no-Vax – ha scritto – È circolata infatti in rete la notizia che io fossi stato ricoverato in rianimazione in seguito a somministrazione del vaccino anti covid-19. Ovviamente sto bene, non ho avuto alcun effetto collaterale e dunque, a livello personale, il tam tam mediatico non mi preoccupa: chi mi conosce sa che al massimo posso riderci su».

Le notizie false

«Sono invece molto, molto preoccupato perché questo episodio è l’ennesima dimostrazione di quanto poco possa bastare per creare una fake news e di quanto velocemente questa possa diventare virale a causa della necessità, da parte di chi crede in strampalate teorie complottiste, di trovare argomenti in supporto delle proprie tesi – prosegue – Il problema però è che il propagarsi di una bufala di tale portata può essere molto pericoloso in un momento in cui il vaccino è probabilmente l’unica arma efficace che abbiamo per uscire dalla pandemia».

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