La storia

Il trinese Giuseppe Marchisio accoglie i pellegrini sul Cammino di Santiago

Ha gestito un ostello sul percorso dei pellegrini ed è attivo nelle Missioni.

Il trinese Giuseppe Marchisio accoglie i pellegrini sul Cammino di Santiago
Vercellese, 16 Ottobre 2020 ore 18:06

Nelle foto Giuseppe Marchisio in una delle sue missioni in Africa e con Maria José ed Elisa
che hanno operato insieme a lui per la gestione di un ostello sul «Cammino di Santiago»

Dieci anni nel “mondo del cammino”

«Quest’anno festeggio 10 anni nel mondo del “cammino”. La prima volta che l’ho fatto e stato nel 2010 e da allora ogni anno sono sempre tornato come pellegrino».

È la storia di Giuseppe Marchisio, trinese, che si è trasferito in Spagna, dove ha aperto un ostello. Giuseppe è un ragazzo molto attivo nel mondo del volontariato e spesso si reca in Africa con l’associazione “Amici di Madre Beltrami” per conto delle suore Immacolatine di Alessandria. «Dal 2014 – spiega Giuseppe – ho iniziato a lavorare come volontario, durante le vacanze, nelle strutture ricettive, in Spagna si chiamano albergues, che possono essere parrocchiali o comunali. E nel 2017 questa mia passione e diventata la mia vita. Mi sono trasferito in Spagna dove, io e una signora del posto abbiamo aperto un nostro “albergue”, a gestione privata ma esclusivo per pellegrini sul cammino di Santiago. In questi tre anni abbiamo ospitato la bellezza di più di 7000 persone: immaginate il flusso incredibile di gente che produce questo percorso».

Che incredibilmente quest’anno con l’arrivo del Covid si è fermato. «Qui il lockdown e iniziato una settimana dopo l’Italia, il 14 marzo. Ero appena tornato da alcuni giorni di volontariato in Africa, per fortuna tutti i voli ancora erano attivi: ho trovato tutto totalmente cambiato… Sono rimasto all’improvviso in completa solitudine, per fortuna in compagnia del mio cane, in un piccolo paese con poco più di 150 persone, la maggioranza anziani. Sono stati due mesi difficili dove però mi ritenevo più fortunato di molti altri, perché essendo un paesino di collina avevo più libertà delle persone che vivevano nelle grandi città».

Un bilancio del lockdown?

«Tutto sommato durante questo periodo ho saputo trarre qualcosa di positivo e dei buoni propositi per il futuro… Dentro di me sentivo che quel fiume di persone non si poteva fermare per sempre e in giugno anche se molti “albergues” hanno preferito restare chiusi, abbiamo riaperto le nostre porte e poco a poco la gente ha cominciato a tornare perché in fondo il cammino della “vita” non si può fermare… Ora quasi al termine della stagione, sto già pensando a un altro progetto, perché i cambiamenti fanno bene, ti stimolano ti tengono vivo. Sarà sempre qua in Spagna, sul “Cammino”, ma in un’altra zona».

Dove si trova il tuo “albergue”?

«L’ostello e in Onton, un piccolo paese a 25 km da Bilbao, si chiama “Tu Camino”.. Il luogo, può essere una tappa del Cammino di Santiago del Nord, Irun-Bilbao-Santander-Gjon-Santiago de Compostela, più o meno 850km. Ovviamente le missioni per il momento sono sospese a causa del Covid e il cammino ha subito un rallentamento delle presenze, ma il prossimo anno ritorneremo tutti come prima anzi migliori. Aspetto tutti i trinesi in cammino: ci vediamo il prossimo anno, buona vita».

Attenzione per i bisogni del terzo mondo

Come detto Giuseppe si reca spesso in Africa per volontariato con l’associazione “Amici di Madre Beltrami” per conto delle suore Immacolatine di Alessandria.

«Hanno tre missioni nel mondo: Messico, Benín e Togo. Seguiamo alcuni progetti tra i quali una mini-riseria, un centro di formazione femminile, un ambulatorio medico, la coltivazione di ortaggi per sviluppare un microcredito e semplici lavori di manutenzione alla missione stessa».

Riccardo Coletto

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