La storia

Il sogno di Elisa e Alessandro: trinesi d’Australia

Dopo il Covid cambio di programmi e attesa per poter tornare in Italia.

Il sogno di Elisa e Alessandro: trinesi d’Australia
Vercellese, 24 Ottobre 2020 ore 21:26

Elisa ed Alessandro in uno dei loro viaggi di sogno-

Elisa Di Prospero e Alessandro Lopes, hanno coronato il loro sogno di visitare posti bellissimi agli antipodi del mondo, da due anni vivono in Australia: ora però stanno pensando di tornare a Trino.

Partiti nell’estate 2018

«Elisa ed io – racconta Alessandro -, siamo partiti dall’Italia il 2 luglio 2018, abbiamo trascorso 20 giorni tra Bali, le isole Gili e Lombok, e atterrati a Brisbane il 22 luglio 2018. Inizialmente ho seguito un corso di inglese di 3 mesi, perché il mio inglese era ancora basico, ma ammetto di essere stato molto fortunato, perchè sono stato assunto nel primo ristorante al quale ho portato il mio curriculum e mi dividevo tra scuola e ristorante. Elisa, il primo giorno aveva già trovato 2 proposte di lavoro in due ristoranti differenti. Siamo rimasti in città per 3 mesi, per risparmiare un po’ per poter comprare il nostro primo mezzo di trasporto, il mitico Jimmy, un Van completamente vuoto del 2006, che con l’aiuto di un parente di Elisa che abita a Brisbane abbiamo allestito e trasformato nella nostra casa mobile». Con il mezzo è cominciato il girovagare. «Ci siamo spostati a Stanthorpe, un piccolo paesino a sud del Queensland, famoso perché molti italiani si stabilirono qui dopo la guerra, infatti molte delle farm hanno nomi italiani e addirittura viene insegnata la lingua italiana anche a scuola. Abbiamo lavorato 7 mesi per questa farm di mele.

Puntata in Nuova Zelanda e isole

A gennaio 2019 siamo andati in Nuova Zelanda, per 7 giorni, abbiamo affittato una macchina e visitato l’isola del nord da Auckland a Wellington. Abbiamo poi deciso di prenderci del tempo per noi finita la raccolta delle mele, e abbiamo optato per una crociera di 15 giorni nelle isole del Pacifico, era la prima crociera per entrambi, e abbiamo visitato le Fiji, la Nuova Caledonia, Vanuatu e Tonga.

Lavorando molto e risparmiando, abbiamo invitato i miei genitori e la mamma di Elisa per 20 giorni, abbiamo affittato una bella casetta in riva al mare a Bribie Island, una piccola isola sulle coste di Brisbane collegata alla terraferma da un ponte. Abbiamo girato principalmente il Queensland, tra koala, canguri e balene. Salutati i nostri genitori, siamo partiti con Jimmy alla scoperta dell’Australia».

Un giretto di 25.000 chilometri

È poi proseguito il viaggio. «Abbiamo percorso 25000 km in 80 giorni, partendo da Brisbane e andando verso nord, percorrendo tutto il perimetro in senso antiorario inoltrandoci anche nell’outback del Northern Territory a visitare Alice Springs, il grande colosso Uluru e kata Tjuta ed il King Canyon. Vivere in un van per così tanto tempo non è stato facile, ci vuole una grande organizzazione, ma credo sia stata una delle esperienze più belle che mi porterò dietro per sempre. In due ci siamo completati, io ero “Il corpo” ed Elisa “la mente”, eravamo 24 ore su 24, per 7 giorni su 7 insieme e siamo stati in grado di compiere questo nostro sogno insieme».

Ritorno alla base

Terminato il “road trip” emozionante, siete tornati alla base, Brisbane. «Sì, abbiamo lavorato da ottobre fino ad aprile. Elisa, mentre seguiva un corso in Leadership and management, ha lavorato nello stesso ristorante dell’anno precedente “Arrivederci Pizzeria” dove ha instaurato un bellissimo rapporto con il proprietario e tutti i colleghi. Io ho lavorato nelle “construction”, come manovale nei vari cantieri di giorno e alla sera invece in un ristorante».

Cambio di programma

Poi è arrivato il Covid. «I nostri programmi si sono dovuti adattare alle situazioni e ci siamo spostati a lavorare nella stessa farm di mele che ci ha piacevolmente accolti nuovamente. Abbiamo conosciuto in due anni e mezzo molte persone eccezionali, che ora occupano un pezzettino del nostro cuore. Giunti quasi alla fine della nostra avventura, i nostri piani sarebbero stati viaggiare con zaino in spalla per l’Asia e il Sud America, ma ahimè abbiamo cambiato programmi, e siamo in attesa delle prossime destinazioni prima di tornare definitivamente in Italia».

Riccardo Coletto

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