Cronaca
Una vergogna

Il presidente della Regione Piemonte condanna i fatti avvenuti sabato scorso

Arrivano le dichiarazioni di Alberto Cirio sulla protesta oscena dei no green pass alla manifestazione di Novara.

Il presidente della Regione Piemonte condanna i fatti avvenuti sabato scorso
Cronaca 01 Novembre 2021 ore 12:09

Lo shock provocato dalla manifestazione contro il Green pass di sabato 30 ottobre svoltasi fra le vie centrali di Novara sta ancora facendo discutere: i manifestanti travestiti da ebrei confinati nei lager nazisti non sono infatti passati inosservati, scatenando le reazioni di tutte le comunità ebraiche nazionali, prime fra tutte quelle di Novara e Vercelli: la presidente della Comunità ebraica per Vercelli, Biella, Novara e V.C.O, Rossella Bottini Treves, non ha risparmiato parole dure nell'intervista rilasciata a La Stampa: «È già successo in altre città italiane ma queste persone non sanno cosa è stata la Shoah. È pazzesco che si manifesti in questo modo. La storia bisogna conoscerla e fatti del genere mi lasciano senza parole. Non si può accostare una tematica come quella sul Green Pass a quella del filo spinato dei campi di concentramento e della Shoah».

Un comportamento inaccettabile

I manifestanti si sono richiamati inequivocabilmente alle esperienze dei prigionieri dei lager nazisti. Hanno indossato delle pettorine bianche e grigie e alcuni hanno anche mostrato un finto numero identificativo, esattamente come quelli assegnati alle vittime della Shoah. Hanno sfilato in fila, reggendo un filo con dei nodi, per richiamare il filo spinato dei campi di concentramento.

La dichiarazione del presidente della Regione Piemonte

«Manifestare è un diritto - afferma Alberto Cirio - farlo in questo modo è inaccettabile - conclude poi con fermezza -. L’Italia è un Paese libero, ma questa libertà, la nostra, non è stata gratuita: ha avuto un prezzo, altissimo, che altre persone hanno pagato per noi sulla loro pelle. Per chi è stato rinchiuso in un campo di sterminio le tute a righe, il marchio dell’inchiostro, il filo spinato, non sono stati i travestimenti di una carnevalata vergognosa. Vorrei che ognuno di loro ascoltasse la voce di chi oggi è memoria e vedesse con i propri occhi cosa è veramente l’orrore. Contro il Covid -conclude -abbiamo trovato un vaccino, ma contro l’ignoranza la strada è ancora lunga».