Lo studio

Covid in provincia: nella Bassa gli indici di rischio più alti

Salerno e Milan per l'Ordine dei Biologi hanno analizzato i dati dei tamponi da febbraio a novembre 2020.

Covid in provincia: nella Bassa gli indici di rischio più alti
Cronaca Vercellese, 12 Febbraio 2021 ore 15:47

Nella provincia di Vercelli i centri che denotano maggiore fattore di rischio per il Covid, nei dati raccolti da febbraio a novembre 2020, sono Borgo Vercelli, Caresana, Caresanablot, Costanzana e San Germano. Ma in generale la pianura Vercellese presenta dei tassi standardizzati di rischio (SIR) più elevati di 1, che è il fattore di riferimento.

Studio dell’Ordine dei Biologi

A stabilirlo è uno studio epidemiologico svolto dalla delegazione dell’Ordine Nazionale dei Biologi di Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta, realizzato dai gruppi di Lavoro Ambiente-Salute (coordinato dall’Epidemiologo Christian Salerno) e dal gruppo Laboratorio e Servizi Sanitari dalla Microbiologa (Ivana Milan).

Spiegano i ricercatori che «l’obiettivo della ricerca, è la descrizione ed analisi dei casi rilevati nella comunità tramite tampone naso faringeo e degli eventi infettivi da Covid-19, con indagine epidemiologica di I livello, osservazionale e descrittiva nella Provincia di Vercelli, e valutazione finale dell’evento pandemico spaziale e temporale nel territorio».

La base sono i dati sui tamponi Asl

Il grafico dei Tassi Standard (Sir) di Covid per le località della nostra provincia.

Lo studio ha preso in considerazione le risultanze dei tamponi con i quali L’Asl Vercelli ha monitorato la popolazione in questi mesi. I tamponi naso-faringei sono stati analizzati con tecniche di biologia molecolare. Infine i dati epidemiologici sono stati estratti dalla piattaforma del «Csi Piemonte» in forma del tutto anonima per il periodo febbraio- novembre 2020.

La metodologia

Il dottor Christian Salerno spiega: «La metodologia che abbiamo applicato permette di annullare le differenze di età e numerosità tra le varie realtà comunali ma, nello stesso modo, permette di osservare possibili scostamenti di rischio per Covid in eccesso o in diminuzione rispetto al dato medio complessivo provinciale.

Gli esiti

I principali esiti dei Sir evidenziano degli incrementi statisticamente significativi in alcuni Comuni della Provincia. Il genere femminile denota maggiori eccessi nei Comuni di Borgo Vercelli, Caresanablot, Olcenengo e San Germano Vercellese i cui SIR hanno valori doppi rispetto al dato complessivo medio provinciale.

Per i maschi, i maggiori scostamenti si presentano a Borgo Vercelli, Caresanablot, Costanzana e San Germano. Gli eccessi restano elevati e statisticamente significativi nel totale dei generi per le realtà di Borgo Vercelli, Caresana, Caresanablot, Costanzana e San Germano».

Le ipotesi

Da queste elaborazioni che cosa si può trarre?
«Le ipotesi ad oggi più plausibili e accreditate per spiegare tali incrementi d’infezioni virali possono basarsi probabilmente su due aspetti.

Il primo legato alla presenza di Case di Riposo nei Comuni con variabilità di SIR determinato, specialmente nella prima ondata. unitamente ad un maggior numero di tamponi effettuati per rilevare tempestivamente cluster presso tali strutture.

Il secondo, più a caratteristica ambientale, in quanto, ad esclusione di Borgosesia, tutti gli Comuni con eccessi sono dislocati nella bassa vercellese dove è storicamente riconosciuta esistere un’area a forte antropizzazione agricola e industriale.

Questa condizione, come ipotesi da verificare, potrebbe prevedere una possibile relazione causa/effetto tra inquinamento locale e presenze virali, come alcune ricerche sulla pandemia suggeriscono, prevedendo per le particelle di alcuni inquinanti, quali le micro polveri 2,5 e 10 micron, il ruolo di veicolo favorente il virus».

Gli autori dello studio, a cui hanno collaborato anche Lucio A. Palin (ex Cattedra di igiene Ambientale presso UPO) e Bottino (specializzando in microbiologia e virologia presso Ospedale Città della salute e della scienza di Torino), confermano la necessità di un continuo monitoraggio, sia sanitario sia epidemiologico ambientale per aiutare il contenimento del virus.

Il tasso di positività

Nel grafico sottostante è invece indicato il tasso di positività dal quale emergono alcune interessanti osservazioni. Intanto da febbraio a novembre si scende sotto il 10% per ben poche fasce d’età, con punte che lambiscono il 20%. Per fare un esempio la media nazionale negli ultimi giorni è tra 5 e 10, ma a livello regionale è più bassa.

La categoria d’età che risulta più portata ad infettarsi è quella dai 20 ai 24 anni, con netta prevalenza per gli uomini, ma anche ne sesso femminile è la categoria con il tasso più alto, poco sopra da altre due fasce di età, all’estremo opposto della scala, 14-19 anni e 90-94 anni. Mediamente sono gli uomini a rischiare di più, subito dopo la categoria 15-19 anni viene quella dai 55 ai 59 e dai 35 ai 39 anni.

«Ringraziamo – dicono Salerno e Milan – per la cortese disponibilità e collaborazione il Delegato della delegazione Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta Valter Canavero».

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