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Coronavirus nel Vercellese: il conto sale a quattro

Lo afferma il report della Regione delle 18,30 di mercoledì 4 marzo 2020.

Coronavirus nel Vercellese: il conto sale a quattro
Cronaca Vercelli e dintorni, 04 Marzo 2020 ore 20:02

I casi nel Vercellese, a quanto risulta nell'ultimo aggiornamento della Regione Piemonte, sono saliti a 4. C'è però un elemento di incertezza riguardo il conteggio del caso di Biella.

Infatti oggi, mercoledì 4 marzo 2020, all'ospedale di Biella sono stati chiusi il pronto soccorso e due reparti dopo che una persona ricoverata è risultata positiva al test e trasportata a Vercelli. Dunque il nuovo caso è di una persona del vercellese o comprende il caso Biellese?

L'interpretazione corrente è che effettivamente siano tutti della nostra zona della nostra zona, perché il comunicato della Regione non riporta alcun caso nel Biellese e dunque probabilmente non è stato ancora aggiunto.

84 i casi in Piemonte

Sono 84 i casi risultati positivi al coronavirus “COVID-19” in Piemonte: 41 in provincia di Asti, 17 nell’Alessandrino, 11 in provincia di Torino, 5 nel Verbano Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara e 4 nel Vercellese, più 3 casi extraregione.

Quaranta persone sono tuttora ricoverate in ospedale. Di questi, 21 sono ospitati in reparti di malattie infettive: 8 ad Asti, 4 a Novara, 5 all’Amedeo di Savoia di Torino, 2 ad Alessandria, 2 a Vercelli. Altri 14 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva, 5 sono in altri reparti. Le persone in isolamento fiduciario domiciliare sono 43.

Primo morto in Piemonte, a Tortona

E’ morto questa mattina all’ospedale di Tortona un uomo di 80 anni, cardiopatico, ricoverato nel reparto di Medicina, risultato positivo al test sul “coronavirus covid19”. Sono in corso gli accertamenti per definire le cause del decesso, anche tenendo conto che l’uomo non era ricoverato in Rianimazione.

Modelli previsionali sul contagio in Piemonte

Nella foto l'assessore regionale alla Sanità Icardi presenta lo studio sulle proiezioni dei contagi.

Chiusura delle scuole ed isolamento sanitario sono le misure di mitigazione più efficaci per ridurre il tasso di attacco dell’epidemia.
Lo ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Icardi nella conferenza stampa di poco fa all’Unità di crisi del Piemonte, illustrando i risultati dei modelli epidemiologici redatti su base scientifica e raccolti dallo stesso Assessorato.

Dai grafici presentati, emerge chiaramente che, quanto più tardi si attua l’intervento di contenimento sociale, tanto più questo perde di efficacia.

L’applicazione immediata di tutte le misure di contenimento (sospensione del lavoro in sede, chiusura delle scuole e isolamento di almeno il 90% dei contagiati) entro le prime due settimane dalla scoperta dell’epidemia, riesce sostanzialmente a contenerla quasi del tutto, ma, più realisticamente, quando questo non è possibile, esistono alcune misure più efficaci di altre, quali, appunto, la chiusura delle scuole e l’isolamento dei contagiati.

Le stesse misure, se applicate dopo tre settimane dall’inizio dell’epidemia, risultano decisamente meno efficaci, per diventare sostanzialmente inutili se applicate dopo la quinta settimana.

La popolazione deve collaborare

L’assessore ha pertanto esortato la popolazione a collaborare con il Sistema sanitario nazionale, attraverso il rigoroso rispetto delle norme igieniche, la limitazione il più possibile delle interazioni sociali non strettamente necessarie e l’uso consapevole e appropriato degli accessi ospedalieri.

La situazione nei Pronto Soccorso

Risultano al momento precauzionalmente chiusi gli ospedali di Novi Ligure e Tortona, dopo il rilevamento di casi di positività che hanno richiesto la sanificazione dei locali e la messa in osservazione dei sanitari coinvolti nelle azioni di assistenza specifica.

Un altro caso di contagio, nel pomeriggio, ha reso necessario chiudere precauzionalmente anche il Pronto soccorso, la Rianimazione e la Medicina di urgenza dell’ospedale di Biella.

Nel caso di Tortona, si stanno gradualmente trasferendo i pazienti in altre strutture in modo da riservare l’ospedale alle funzioni di “Covid Hospital”, come previsto dal nuovo piano di emergenza della rete ospedaliera.

A Novi Ligure e Biella, invece, l’attività tornerà alla normalità non appena saranno completate le operazioni di sanificazione delle strutture.

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