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Coronavirus, CNA: “Ristoranti, consentire l’asporto anche in Piemonte, Acconciatori, estetiste e servizi alla persona devono riaprire presto”

"Gli operatori sono in grado di garantire la sicurezza” “

Coronavirus, CNA: “Ristoranti, consentire l’asporto anche in Piemonte, Acconciatori, estetiste e servizi alla persona devono riaprire presto”
28 Aprile 2020 ore 15:33

Ha destato sconcerto e rabbia il fatto che nel Dpcm del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una prossima data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica, annunciata solo dal 1° giugno.

“Questa scelta – afferma Elio Medina, direttore CNA Piemonte Nord – è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore. Solo nell’area Piemonte Nord, che comprende le province di Novara, VCO e Vercelli, sono quasi 2mila le imprese tra parrucchiere, estetiste, manicure, in cui lavorano oltre 4mila addetti. Questo comparto partecipa in maniera determinante all’economia italiana, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione”.

La CNA chiede che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività. Il comparto può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie a tutela di clienti e dipendenti. Se il Governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni, lo faccia sapere subito per consentire alle imprese di organizzarsi per riaprire al più presto”.

Gli operatori del settore benessere attendono di conoscere al più presto quali saranno le regole specifiche, i dispositivi che dovranno usare, dove acquistarli, e chiedono che e ne sia garantita la fornitura a prezzi calmierati. Il loro obiettivo principale è quello di garantire la totale sicurezza di tutti, lavoratori e clienti.

Alle imprese servono aiuti mirati per affrontare questa fase. Da quasi due mesi queste aziende sono a reddito zero, però con spese di affitto, utenze, che sono rimaste. Una perdita pesante, considerato anche che gli introiti maggiori si verificano normalmente proprio in questo periodo, per la coincidenza con le cerimonie e i matrimoni che sono saltati e per la preparazione alla bella stagione.

Dopo i mancati introiti per diverse settimane, queste imprese dovranno ora sostenere un aumento delle spese di gestione, a causa delle nuove e più stringenti regole igieniche a fronte però del minor afflusso di clienti per il necessario distanziamento personale.

“Lanciamo inoltre un appello ai nostri clienti: non ricorrete a chi esercita abusivamente. Oltre a un danno economico per le parrucchiere regolari che responsabilmente stanno osservando l’obbligo di chiusura è un pericolo per la salute. Nel contempo chiediamo con urgenza alle istituzioni di effettuare maggiori controlli contro l’abusivismo – afferma Samira Bongini, parrucchiera componente il direttivo CNA Piemonte Nord – perché ci stanno segnalando casi frequenti di operatrici che si recano a domicilio delle persone. Si tratta persone senza qualifica né requisiti. Rivolgetevi alla CNA se venite a conoscenza di queste situazioni, l’Associazione lo segnalerà agli enti di controllo”.

Ristoranti, la Regione consenta l’attività di asporto

Un altro settore strategico per l’economia italiana rischia di rimanere affossato per il protrarsi dell’obbligo di chiusura, quello della somministrazione. Anche per bar e ristoranti il blocco durerà ancora per tutto il mese di maggio, oltre 4.000 imprese nell’area Piemonte Nord (province di Novara, Vercelli e VCO). L’ulteriore intervento della Regione Piemonte che ha annunciato di voler vietare anche il servizio take away, che invece il DPCM 26 aprile consente dal 4 maggio, ha creato ancora più sconcerto e preoccupazione.
“Bar e ristoranti sono allo stremo – afferma il direttore CNA Piemonte Nord Elio Medina – chiediamo al presidente della Regione Cirio di non confermare quanto annunciato in queste ore per lasciare la possibilità di effettuare almeno servizio di asporto. Il futuro appare molto incerto per questo settore, anche dopo la riapertura. Il mantenimento delle distanze porterà a un dimezzamento dei coperti a sedere. Una perdita economica ingente, che si somma ai mancati incassi per il blocco di questi mesi. Non servono altre mazzate ma un aiuto concreto per riprendere l’attività nel rispetto della salvaguardia della salute di tutti ma anche dei posti di lavoro”.

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