Appello

Campagna vaccinale: “Dopo la fase 1 subito vaccino ai disabili gravi”

L'assessore regionale al welfare lo ha richiesto con urgenza.

Campagna vaccinale: “Dopo la fase 1 subito vaccino ai disabili gravi”
Cronaca 04 Febbraio 2021 ore 11:10

«Tra le persone più fragili che devono accedere al più presto al vaccino anti Covid19 devono rientrare anche le persone con disabilità grave residenti nelle strutture presenti in Piemonte e i disabili gravi e gravissimi che frequentano i centri diurni o rimangono a casa. E’ giusto proteggere in prima battuta i nostri anziani e gli ospiti delle Rsa, ma non dobbiamo in alcun modo dimenticarci delle altre categorie più a rischio.

Un appello per tutelare i soggetti deboli

Per questo auspico che questo mio appello venga colto immediatamente e farò di tutto per tutelare la salute dei soggetti con disabilità che, più di altri, rischiano di subire gli effetti di un’eventuale infezione da Covid19»: non ha dubbi l’assessore regionale al Welfare, Chiara Caucino, che si è già attivata con l’assessorato alla Sanità per chiedere che, nel piano vaccinale regionale, sia prevista una calendarizzazione per far sì che le persone con disabilità grave residenti nelle strutture piemontesi (o quelli che versano in condizioni gravi o gravissime che frequentano i centri diurni o rimangono a casa) vengano vaccinate contro il Covid19 non appena terminata la cosiddetta «Fase 1», ovvero quella che comprende il personale sanitario e gli ospiti delle Rsa.

In Piemonte 13.702 disabili gravi, oltre 4.000 in struttura

In Piemonte, leggendo i dati più aggiornati, vivono 13.702 persone portatrici di grave disabilità, di cui poco più di 4mila ricoverate nelle 342 strutture presenti sul territorio, tutte accreditate. Complessivamente, in Piemonte, le persone con disabilità sono 38.513. «E’ mio dovere e intenzione – conclude Caucino – proteggere le persone più deboli, maggiormente esposte al rischio e che devono essere vaccinate il più presto possibile. Chiederò quindi che le persone con gravi disabilità possano ricevere il siero nel minor tempo possibile, non appena terminata la somministrazione al personale sanitario e delle Rsa».

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