Regionale

Borgosesia diventa Covid Hospital

Sedici ospedali dedicati sul territorio regionale. Icardi: "Scelta inevitabile".

Borgosesia diventa Covid Hospital
31 Ottobre 2020 ore 18:30

Alla luce della necessità crescente di posti di ricovero e al fine di destinare ai pazienti Covid strutture ospedaliere dedicate, l’Unità di crisi della Regione Piemonte ha dato disposizione di convertire 16 presidi ospedalieri del territorio in Covid Hospital.

16 ospedali dedicati

A Torino l’Ospedale Martini (con chiusura del DEA) e parzialmente il CTO (conversione della Medicina del lavoro, parte della Rianimazione e dell’Ortopedia) mentre in provincia di Torino il San Luigi di Orbassano (con una conversione del 50% dei posti letto e Dea aperto) e gli ospedali di Venaria, Giaveno, Cuorgnè, Lanzo e Carmagnola.
Nel Cuneese gli ospedali di Saluzzo e Ceva, in provincia di Alessandria la Clinica Salus e l’ospedale di Tortona, in provincia di Asti l’ospedale di Nizza Monferrato, nel Novarese l’ospedale di Galliate, nel Vercellese quello di Borgosesia (con Punto di primo intervento – PPI – aperto h24) e nel VCO il presidio COQ di Omegna.

“Scelta inevitabile, dobbiamo creare percorsi dedicati”

«È una scelta difficile, ma inevitabile, per riuscire a fronteggiare la necessità crescente di posti Covid e dare una risposta immediata che decongestioni i nostri pronto soccorso – spiega l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi -. La conversione di questi presidi ci consente di destinare ai pazienti Covid dei percorsi ospedalieri completamente dedicati e separati da quelli dei pazienti non Covid. Il sistema sanitario piemontese sta facendo lo sforzo massimo per potenziare il più possibile l’intera rete ospedaliera e territoriale, che l’evoluzione della pandemia sta mettendo a dura prova in tutto il nostro Paese».

Tortona una scelta obbligata

Cosi l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, sulla conversione dell’ospedale di Tortona in Covid Hospital. «Sono rammaricato con il sindaco e i cittadini di Tortona, ai quali in ogni modo avrei voluto risparmiare il “sacrificio” dell’ospedale, che già era stato impegnato in prima linea nella prima fase dell’emergenza. La soluzione alternativa della clinica di Alessandria non è bastata, di fronte alla repentina recrudescenza della pandemia non ho potuto oppormi alla scelta tecnica del Dipartimento di Emergenza delle malattie infettive (Dirmei). Sono stati convertiti sedici ospedali e probabilmente non basterà. In questo momento, non abbiamo alternative, dobbiamo in ogni modo creare dei percorsi dedicati per contenere il dilagare esponenziale del contagio. Chiedo comprensione, l’ospedale tornerà alla normalità appena possibile e certamente la riconoscenza a Tortona sarà tangibile».

 

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