La protesta

Ambulanti esclusi dal Dpcm: la battaglia di Antonio Forlini

Il Comune di Trino ha ascoltato le sue ragioni e cerca di trovare una soluzione anche per altri casi simili.

Ambulanti esclusi dal Dpcm: la battaglia di Antonio Forlini
Vercellese, 12 Novembre 2020 ore 10:30

Nelle foto la protesta di Forlini mercoledì 11 novembre a Trino.

Lo scorso sabato un ambulante di fiori e sementi si è recato a Trino per il mercato. I vigili gli hanno impedito di piazzarsi perché, secondo il DPCM, erano ammessi solo i banchi che vendono alimentari. L’ambulante ha fatto notare che nello stesso documento, nel famoso allegato 23, viene autorizzata la vendita al dettaglio per diverse categorie merceologiche, compresi fiori e sementi. Ma non c’è stato nulla da fare, allora l’ambulante ha inscenato una forma di protesta per esprimere le proprie ragioni. Analogalmente ha fatto p0i a Bianzè ed in altre località.

La protesta

L’ambulante è il santhiatese Antonio Forlini di Santhià, una famiglia di fiorai ben nota nel Vercellese.

“Nonostante i rimbrotti dei Vigili e anche ìl rischio di multe ho portato avanti subito uno “sciopero in presenza”, pubblicizzando con dei cartelli la possibilità di consegna a domicilio. Io ho una dipendente che non voglio lasciare a casa e mi pare che il DPCM contenga un’evidente contraddizione, prima autorizza la vendita al dettaglio di fiori e piante e poi la vieta, nello stesso documento. Non mi sta bene. Anche mercoledì 11 novembre sono stato a Trino e ho svolto di nuovo la mia azione di protesta, sempre dovendo discutere con i Vigili”.

Analoghe proteste le ha portate avanti in altre piazze, oggi, giovedì 12 novembre, lo sta facendo a Saluggia.

Il Comune di Trino disposto a una soluzione

Forlini aggiunge: “Alla fine sono riuscito a parlare con l’assessore al commercio del Comune di Trino, il quale è stato disponibile a trovare una soluzione. Se tutto va bene sabato prossimo il Comune metterà a disposizione un’area diversa da quella mercatale, in cui potranno stazionare anche altri banchi delle categorie ammesse alla vendita al dettaglio. Spero che si possa fare, comunque sia sono contento che la mia battaglia abbia avuto successo, trovando nel Comune di Trino un’amministrazione capace di ascoltare”.

L’interessato, Roberto Gualino, ci ha confermato che l’amministrazione sta valutando la cosa.

La nota di Locarni

Intanto sulla “rivolta” di Forlini interviene anche Gian Carlo Locarni. presidente del Consiglio Comunale di Vercelli.

“La protesta composta e pacifica dell’ambulante Antonio Forlini, che al mercato di Trino ha evidenziato le incongruenze del DPCM e dell’allegato 23 dello stesso, non è che la punta di un iceberg ovvero quello del mercato sulle pubbliche vie. Gli operatori su area pubblica, più comunemente conosciuti con l’appellativo di ambulanti, non sono solo parte integrante di una tradizione secolare del comparto del commercio ma sono delle partite IVA, assoggettate come tutte agli obblighi fiscali di riferimento. Bisogna ricordare, inoltre, che questo tipo di commercio non è un “corpo folcloristico” che abbellisce e caratterizza i centri urbani, dal più piccolo paese alla più grande città, ma è principalmente un’attività commerciale con una fonte di reddito primaria per decine di migliaia di famiglie. Come del resto tutto il comparto commerciale e non solo, sarebbe meglio poter operare nei propri contesti commerciali piuttosto che aspettare un sussidio. Nonostante questo, però, il mondo del commercio continua in modo composto e pacato le proprie rimostranze, ben conscio della gravità oggettiva del momento e del fatto che servirebbero direttive univoche volte a non far apparire alcuni comparti figli di un dio minore. Non possiamo permetterci che nel decidere i percorsi da intraprendere vi siano figure che professionalmente non hanno contezza del vissuto quotidiano di tali comparti.

Rimane urgente, nonché tardivo, implementare il confronto con chi di queste categorie ne conosce “pregi e difetti”. Non servono solo plurilaureati o scienziati del momento per dirimere queste criticità, ma serve anche concertare con chi ha vissuto, sta vivendo e vivrà sul campo queste situazioni commerciali perché non c’è economia senza salute, teniamolo ben presente nella mente, ma non si può negare che anche la salute senza l’economia potrebbe avere dei risvolti altrettanto negativi”.

Gian Carlo Locarni
prima che attore politico amministrativo, operatore economico su area pubblica ovvero Ambulante.

 

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